mercoledì 13 dicembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 77~


Makura no Soushi (77)


~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (76)

Settantesimo otto paragrafo (6)

La nostra relazione, cioè Norimitsu ed io, è conosciuta in tutto il palazzo imperiale fino all’imperatore, e tutti chiamano Norimitsu “il fratello”.

Mentre chiacchieravo con le mie college nel nostro compartimento privato nel palazzo, sono chiamata dall’imperatrice e lei mi ha detto:

“L’imperatore mi ha visitato poco fa e raccontato di quello che è successo ieri sera. Secondo lui, tutti i cortigiani di alta classe tengono il ventaglio su cui c’è scritta la frase della lettera che il capo di Kuroudo ti ha mandato e della tua risposta.”

Ero commossa ma nello stesso tempo, e mi sono stupita pensando di me stessa, che ho fatto la cosa molto risoluta. E mi domandavo che quale spirito diabolico mi ha posseduto e mi ha fatto rispondere in tale modo a quel momento!

Dopo di che, il capo di Kuroudo non copre più la sua faccia con la manica quando passa avanti al nostro compartimento. Questo mi pare che lui abbia cambiato l’idea contro me.

N.B

Questo tipo dello scambio della lettera fra le ancelle dell’imperatrice ed i nobili ha a che fare con l’orgoglio della imperatrice stessa. Cioè, se una ancella risponda male, anche l’imperatrice perderebbe subito la sua fama, invece se sia andato bene, la reputazione dell’imperatrice diventerebbe più alta. Perciò, Shonagon, a questo momento, è stata domandata proprio del suo diritto e valore come l’ancella dell’imperatrice rappresentando tutte le colleghe sue. Il fatto che lei si è discolpata personalmente da una falsa accusa non è altro che un risultato.
Questa sezione quindi, racconta il suo dolore per questa pesante responsabilità e la gioia di aver potuto adempierla.
Ogni tanto alcuni lettori dicono che questa è una vanteria, ma, si può dire che questa critica potrà essere un po’ superficiale.

Da una parte, Norimitsu si presenta spesso in questo saggio come il ruolo secondario. Lui è un uomo eccellente degli arti marciali e una notte, quando è andato a casa di una amante, ha ammazzato tre banditi. E aveva paura di scoprire questo fatto. Ma, si è costruito un uomo strano, dicendo che lui stesso li ha ammazzato. Norimitsu quindi, ha tirato un profondo sospiro di sollievo, cedendogli la gesta.

domenica 10 dicembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 76 ~



Makura no Soushi (76)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (75)

Settantesimo otto paragrafo (5)

Norimitsu mi ha parlato la stessa storia che mi ha raccontato poco fa il generale Minamoto, poi aggiunto come seguente:

“Poiché il capo di Kuroudo ci ha detto di non contare più nulla di te, se tu risponda male, tutti i presenti hanno pensato con tutte le forze possibili di contenuto della lettera da mandarti e alla fine, scritta quella lettera. Prima, quando il messaggero è tornato con le mani vuote, io ero piuttosto tranquillo. Ma, seconda volta, quando lui è tornato con la tua risposta, mi preoccupavo moltissimo, perché se la tua risposta non fosse da contentare il capo di Kuroudo, anche io avrei perso l’onore come il tuo fratello, sai…
Invece, anzi che la è stata eccellente ordinariamente, era veramente meritevole d’elogio da tutti quanti. E tutti mi hanno detto:

““Oh fratello, vieni qui e ci ascolta.””

Io mi sono rallegrato in fondo al cuore, ma, ho risposto:

““No, io sono debole in quell’argomento.””

Allora, mi hanno detto:

““Noi non vogliamo costringerti di dire qualche opinione, pero, ti facciamo ascoltare in modo che tu puoi raccontare la situazione a lei.””

Dopo, loro discutevano della risposta per te con varie maniere per tutta la notte e finalmente ne hanno rinunciato dicendo:

““Se noi le rimandassimo di nuovo una risposta, molto probabilmente questa potrebbe essere il livello da attirare il suo deriso. Basta con queste circostanze!””

Comunque, questo caso è un grande piacere non solo a te ma anche a me. In confronto a ciò, a me non fa niente se io ottenga un poco di promozione.”


Io, dicendo verità, prima non sapevo nulla che quella lettera era scritta dopo che il capo di Kuroudo ha pensato e ripensato, radunando tanti nobili da lui. E mi sento il palpito ancor di più, pensando che avrei fatto una pessima figura se io mandassi la risposta di contenuto banale a loro.

mercoledì 6 dicembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 75 ~



Makura no Soushi (75)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (74)

Settantesimo otto paragrafo (4)

Il generale Minamoto ha continuato a parlate:

“E noi avviamo pensato e ideato di mandarti quella lettera, ma, poiché il messaggero ci ha comunicato la tua risposta che non hai voluto risponderci subito. Allora il capo di Kuroudo gli ha ordinato di andare da te di nuovo e di prendere la risposta per forza, anche se afferrando la tua mano, se no, di riavere la lettera. E il messaggero se n’è andato sotto la pioggia e questa volta è ritornato subito con quella lettera a mano. Noi tutti quindi, all’inizio, avviamo pensato che tu ce l’hai restituita. Ma, il capo di Kuroudo, ha gridato appena l’ha vista. E noi ci siamo avvicinati a lui chiedendo che cosa è successa. Allora lui ha detto:

““Che meraviglia! Lei è una donna veramente eccellente. Non è possibile di ignorarla ormai!”” E noi tutti, dopo aver letto la tua risposta, siamo rimasti per alcuni momenti senza parola con l’ammirazione per te. Poi, il capo di Kuroudo ci ha chiesto di aggiungere qualche parola spiritosa alla tua risposta per mandartela ancora. E noi quasi per tutta la notte ci siamo sforzati di creare qualche idea buona, pero, alla fine, ne avviamo rinunciato. E noi tutti avviamo concluso che questa cosa può essere l’argomento da discutere anche le ultime generazioni.”
 Cosi, la sua ammirazione per me è tanto esagerata quanto mi vergogno. E poi, lui è andato via lasciandomi il detto:

“Dopo, noi ti chiameremo la Capanna di erba.”

Io gli ho risposto:

“Ma no! È deplorevole per me se tramandi il soprannome cosi brutto fino ai posteri.”

Nel frattempo, mi ha visitato Tachibana no Norimitsu, il mio ex-marito, e mi ha detto:

“Sono venuto da te per riportare una notizia tanto piacevole.”

Ho detto:

“Ma, che è successo? Io non ho sentito che è stato proceduto a cambiamenti del personale in questi giorni, pero, comunque, che posto hai ottenuto questa volta?”

Lui ha risposto:


“No, no., non è questo. Ieri sera, ho provato il grande piacere e non vedevo l’ora di fare giorno, perché ho voluto farti saperla quanto possibile presto. Ora, io non sono più il tuo marito, ma voglio essere sempre il tuo amico intimo come fratello tuo. Comunque, posso dirti che io non ho mai provato l’onore cosi grande fino ora.” 

domenica 3 dicembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 74 ~


Due foto della capanna di erba


Makura no Soushi (74)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (73)

Settantesimo otto paragrafo (3)

Alla mattina presto del prossimo giorno, quando io sono stata nella mia sede nel palazzo imperiale, si sentiva la voce del Sig. Minamono, il generale di corpo d’armata, dicendo a mo’ di recita:

“Senta, c’è la signora Capanna di erba (N.B: stessa cosa di “capanna povera” che ho scritto alla sezione precedente)?”

E io ho risposto:

“Che domanda strana! Come mai ci può essere una donna cosi povera? Potrei rispondere magari, se voi ci chiamavate “L’altura di gioiello.””

Allora lui ha detto:

“Eccoci qui finalmente, perché sei ci stata! Se no, dovevo andare a cercarti fino alla sede dell’imperatrice.”

Poi, lui ha cominciato a parlare della situazione successa alla notte scorsa:

“Ieri sera, poiché il capo di Kuroudo era di guardia la notte nel palazzo imperiale, quasi tutti i nobili, anche io naturalmente, si sono radunati attorno di lui. E noi parlavano di tante genti dal vecchio tempo fino adesso e le criticavamo ciascuno a suo modo. E poi, l’argomento di te è stato il tema delle nostre chiacchiere. Allora, il capo di Kuroudo ci ha detto:


Io ho rotto i rapporti con lei, ma, stranamente, non posso frenarmi di pensare di lei ogni tanto. Io aspettavo che lei mi dicesse qualcosa, pero, non lo fa niente e mi pare che stia sempre imperturbabile non tenendo conto di me. Questa sua arroganza mi secca. Io quindi, voglio decidere sta sera se lei fosse una donna che vale a pena di riprendere l’amicizia o no.””

mercoledì 29 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 73 ~


Sopra è un esempio di Kanji
Sotto è HIragana
(cosi capirete la defferenza fra due lettere)
Makura no Soushi (73)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (72)

Settantesimo otto paragrafo (2)

Tuttavia, pensando che non sia la cosa urgente, gli ho detto:

“Tu va via. Io scriverò la risposta dopo.”

E, mettendola in seno, sono entrata nel fondo.  Mentre parlavo con le mie colleghe come prima, quel funzionario è ritornato subito e detto:

“Il signor Tadanobu mi ha ordinato di riportare quella lettera, se voi non risponderete adesso. Perciò, mi date subito la vostra risposta, se no, mi restituite la lettera.”

Che strano!

Lui Tadanobu una volta mi ha mandato la lettera, e poi, mi chiede di restituirla.

Comunque, io l’ho aperta e trovato una scrittura bellissima sulla carta sottile di blu. Il contenuto non era la faccenda sulla rottura della nostra amicizia che io aspettavo, invece era scritta una poesia composta da Bai Ju-yi (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 71 ~”),, come seguente:

“RANSHO NO HANA NO TOKI NISIKI NO TOBARI NO MOTO

(Significa: Voi svolgete un ruolo importante nel mondo politico alla citta.)

Il seguito per favore!”

Io ero assorta nei miei pensieri un po’, pensando come potevo rispondere. Se l’imperatrice stia svegliata, potevo chiederle consiglio, ma non ne era possibile. Poi, io, sapendo il seguito, non l’ho voluto scrivere direttamente cosi come è, perché mi pareva che manchi un po’ di arguto. Poi sarà anche un po’ brutto se io scrivo il seguito di questa poesia tutto in Kanji (l’ideogramma cinese) come una donna. 

(N.B: A questo periodo Heian, gli uomini scrivevano sia la poesia sia il loro diario tutto in Kanji, come l’uomo colto. Invece se la donna scrisse tutto in Kanji, era considerata una sapientona, quindi la donna di solito usava HIragana, le fonetiche sillabate.

E a proposito, il seguito è come seguente:

ROZAN NO AME NO YORU SOUAN NO UCHI

Significa: Io abito da solo nella capanna povera in Rozan (il nome di un posto montagnoso in Cina), che è lontano dai posti abitati e chi visiterà da me? Non ci sarà nessuno. Alla notte, quando piove mi sento più solitudine ma agio.)

Tuttavia, poiché il funzionario mi sollecita una risposta molto spesso, io, per il momento, ho scritto sulla parte in bianco di stessa carta che mi aveva dato, con il carbone spento nel focolare come seguente in Hiragana:

Kusano Ioriwo Dareka Tazunen

(Questo non è poesia cinese ma una parte di Waka che era conosciuta a questa epoca, che significa: Chi visiterà la capanna cosi povera?)

E l’ho data al funzionario ma, non mi ha dato nessuna risposta dopo.

domenica 26 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 72 ~

Makura no Soushi (72)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (71)

Settantesimo otto paragrafo (1)

Un capo di Kuroudo (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 7 ~”), chiamato Fujiwara no Tadanobu, una volta ha pensato molto male di me, credendo del rumore pieno di errori di me, e detto spesso ai suoi colleghi:

“Non capisco perché ho lodato quella donna fino ora, pensando di lei che lo vale a pena.”

Io, sentendo questa voce, sono rimasta paralizzata un po’, ma, ho trascurato ridendo e pensando:

“Se sia vero quello che lui pensa di me, sarei proprio disperata, ma questo non è altro che una chiacchiera. Perciò, lui capirà la verità tra poco.”

Tuttavia, questa situazione è durata per alcuni tempi e quando lui passava avanti alla nostra sede, camminava velocemente coprendo la sua faccia con la manica in modo che non mi veda e senta. Cosi lui pensava molto male di me.

Anche io, con l’orgoglio, non mi sono giustificata niente a lui e l’ho ignorato completamente.

E un giorno alla fine di febbraio, ha piovuto molto e lui era noioso perché ha dovuto chiudersi in una sala nel palazzo imperale per Monoimi (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 24 ~”) e ha detto ai suoi colleghi:

“Per quanto sia spiacevole quella donna per me, mi sento mancanza di lei ora….Le rivolgerò magari qualche parola, cosa pensate?”

Mi ha fatto sapere questo suo detto una mia collega che aveva sentito di ciò. Ma, io non ne ho considerato niente e alla notte, mi sono presentata alla sede dell’imperatrice.

Poiché l’imperatrice ha già dormito, le ancelle stavano a parte componendo poesie sotto la luce e una di loro mi ha detto:

“Oh, sei venuta in tempo giusto. Vieni qua.”

Ma io, con un po’ di malinconia non so perché, pentivo di esserci venuta all’ora in cui l’imperatrice ha già dormito.

Comunque, ormai sarà stato inutile di affannarmi, io, riprendendo animo, ho cominciato fare chiacchiere con le mie colleghi vicino al focolare.

Allora, si sentiva una voce canora dell’uomo, che si faceva annunciare da me. Io, pensandone strano, perché appena ci sono venuta, ho mandato una serva a riceverlo.

Era un funzionario e lui ha voluto parlare con me direttamente. Io, quindi, sono dovuta avvicinarmi alla porta.

“Io ci ho una lettera per voi dal capo di Kuroudo e per favore rispondete subito.” Ha detto lui cosi.


A me pareva di più strano questa cosa, perché il capo di Kuroudo avrebbe dovuto pensare malissimo di me, ma nello stesso tempo, me ne sono incuriosita un po' del contenuto della lettera. 

mercoledì 22 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 71 ~


Due illustrazioni della scena dell'inferno

Makura no Soushi (71)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (70)

Settantasettesimo paragrafo

(I paragrafi 75,76 sono saltati)

Il giorno dopo di una cerimonia buddista, l’imperatore ha fatto vedere all’imperatrice il paravento su cui è dipinta la scena dell’inferno. È veramente grottesca e orribile! L’imperatore pero, mi ha detto apposta di vederla. Io ho risposto di no, e subito sono ritirata alla mia stanza e ho dormito.

Questo giorno, ha piovuto e l’imperatore che è un po’ annoiato, ha fatto suonare la musica chiamando i nobili suonatori. Soprattutto chi ha suonato Biwa (lo strumento giapponese che somiglia al liuto) è bravissimo. Poi anche l’armonia di tre diversi tipi di flauto è affascinante. Quando una musica è finita, il fratello dell’imperatrice ha recitato una poesia cinese che adatta molto all’atmosfere d’allora, che significa:

“La musica di Biwa è finita e io ho chiesto il nome del suonatore, ma, mi risponde difficilmente.”

(Questa poesia è una frase di quella composta da Bai Ju-yi, il poeta cinese che è vissuto da 772 a 846 e all’epoca di Heian in Giappone, è stata amata molto la poesia sua fra i nobili.  Questa poesia era composta da Bai Ju-yi, quando lui ha sentito il suono di Biwa da un barco all’occasione in cui è stato sulla riva di un fiume per salutare l’amico suo.)

Io che avevo dormito fino a questo momento di nascosto, non ho potuto più rimanere ferma nel letto, perché m’interessavano troppo sia la musica sia la poesia recitata dal fratello dell’imperatrice.  

Io quindi, mi sono alzata e venuta avanti a loro dicendo:

“Ho paura molto della scena dell’inferno, ma, sono troppo debole di questo genere del raduno tanto magnifico. Il mio carattere di questa non cambierà mai.”


E tutti ridevano.

sabato 18 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 70 ~


Due foto di Kyoto coperta di nabbia


Makura no Soushi (70)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (69)

Settantaquattresimo paragrafo (2)

Ascoltando tante volte la loro voce, noi siamo diventate esperte di distinguerla. E una dice che quella è un tizio, invece l’altra dice che no, non è vero, è un tale. Ed alla fine, lei manda una cameriera fino alla porta per verificarlo e se è giusta, lei dice orgogliosamente a tutte che lei non è sbagliata. È anche divertente di vedere questa scena.

All’alba, quando la luna è ancora visibile dopo lo spuntar del sole, le ancelle scendono nel giardino coperto dalla nebbia e fanno passeggiata. Anche l’imperatrice, sapendone, si è alzata nonostante che è buon mattino. Le ancelle di alta classe che stanno sempre vicino a lei, quindi, s’avvicinano alla veranda oppure alcune scendono addirittura nel giardino con le altre normali. Divertendoci cosi ciascuna a modo suo, il sole sorge pian piano.

Allora, mi è venuta l’idea di andare a Saemon no Jin (1) per vedere la situazione dei ministri e i nobili di alta classe. E tante mie colleghe anche mi seguono. A questo momento, ho notato che tanti nobili ci vengono recitando una poesia con l’alta voce. Noi quindi, siamo tornate subito a Shiki no Mizoushi, per intrattenere loro.  

Alcuni dei nobili ci apprezzano dicendo:

“Voi guardavate la luna dell’alba? Siete sempre raffinate.”
Poi, c’è qualcuno che compone Waka.

In tale maniera, non solo Tenjyoubito ma anche Kandachime (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 69 ~”) visitano sempre la nostra sede sia giorno sia notte, a meno che non ci abbiano l’affare urgente importante.

N.B


(1) Emon è un reparto dei guardiani che proteggono la porta del palazzo imperiale e “Sa” significa sinistra, perché c’erano i due Emon, cioè di sinistra e destra. Jin invece un posto in cui si raduvnano i ministri e i nobili di alta classe per fare la deliberazione. Nel periodo Heian, questo posto si è trovato vicino al reparto di Emon sinistra.

mercoledì 15 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 69 ~

Makura no Soushi (69)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (68)

Settantaquattresimo paragrafo (1)

Quando l’imperatrice è stata in Shiki no Mizoushi (1), nonostante che il gruppo di alberi nella residenza era fitto e ricoperto con la patina del tempo, poi anche la costruzione stessa non era tanto famigliare perché era troppo alta e invecchiata, per me, stranamente, era interessante.

Nella parte nord nella residenza, si dice (Shonagon ha scritto questo saggio, ricordandosi delle cose nel passato, quindi, teoricamente io dovrò tradurre tutto nel tempo passato grammaticamente, pero, poiché alcune frase era scritto nel tempo presente nel saggio, io traduco seguendolo. Perciò, tenete presente che ogni tanto si mischiano il passato e il presente nella mia traduzione) che ci abita il diavolo (era creduto cosi allora). Noi quindi, abbiamo tenuto chiuso sempre questa sala e preparato la sede dell’imperatrice nella parte sud. È circondato il posto per l’imperatrice con il paravento e noi ancelle siamo state nella parte ancora sud da là.

Poiché questo Shiki no Mizoushi si trova proprio vicino alla strada dove i nobili cortigiani passano per andare al palazzo imperiale, si sente la voce di Zenku (2). Quando passano i nobili di alta classe (Kandachime, in giapponese), questa voce è molto lunga, invece è un po’corta quella per i nobili di classe media alta (Tenjyoubito in giapponese, comunque i nobili della classe fino a Tenjyoubito erano permessi di salire al posto vicino alla sede dell’imperatore a questa epoca).  Perciò noi ancelle ci divertiamo di suppore chi sta passando, sentendo quella voce.

N.B
(1) A questo tempo, l’imperatrice è stata proprio nella grave avversità. Perché, il suo padre è già morto e anche i suoi fratelli sono stati silurati, quindi lei non aveva nessun appoggio fuor che il suo marito imperatore. Ma, l’imperatore, nonostante che è stato al vertice nello Stato, il potere politico praticamente era tenuto dai ministri alti perché era applicato il sistema della collegialità dei nobili in questo periodo. E allora, quello che teneva il potere più forte era Fujiwara no Michinaga, lo zio dell'imperatrice. Ma, lui Michinaga ha voluto sposare una sua figlia all'imperatore, perciò l'imperatrice non era altro che un ostacolo per lui. Per questo, l’imperatrice, non potendo stare al posto vicino all’imperatore nel palazzo imperiale, è dovuta stare al posto come Shiki no Mizoushi, un po’ lontano dalla sede dell’imperatore. 

Ma, noi posteri, possiamo capire che lei, essendo amata dall’imperatore, si divertiva anche della vita di questa abitazione con le sue ancelle spiritose come Sei Shonagon.


(2) Zenku potrebbe tradurre “l’annuncio in anticipo”, cioè, quando un nobile di classe alta esce fuori, usava di solito il carro trainato dal bue oppure ogni tanto anche la portantina. E naturalmente, seguivano tanti vassalli avanti e dietro al carro per proteggere il signore. E, ci sono stati alcuni uomini alla testa della fila e gridavano per annunciare a tutti che il loro signore stava passando.

domenica 12 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 68 ~

Vari tipi degli strumenti giapponese nel vecchio tempo

Gli uomini che li suonano


Makura no Soushi (68)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (67)

Settantatreesimo paragrafo (2)

Quando noi recitiamo la poesia in gruppo, ogni tanto io apro la porta anche se non la batte nessuno. Allora, se qualcuno passa via a caso, si ferma e recita assieme a noi. In questa occasione, poiché non è possibile di entrarci tutti quanti, alcuni devono passare per tutta la notte stando in piedi. Anche questo è divertente.

Le ancelle nascondono la loro faccia pero, si vede il loro orlo colorato dei diversi colori belli. Allora, i colori di loro vestito contro quelli degli uomini che ci sono radunati fa un contrasto suggestivo. Questo è molto impressionante per me. Comunque, la scena nel palazzo imperiale è tutto pittoresca.

Vicino alla porta è messo un paravento, ma, c’è un po’ di spazio fra questo e l’avvolgibile.  E quando una ancella parla con un nobile attraverso il paravento, si trova la loro faccia appunto a questo spazio, se loro non siano troppo alti oppure troppo bassi. E si sentono tra di loro più vicini.

Quando c’è la festa di Kamo (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 6 ~”), i nobili che sono incaricati di suonare la musica, passano via suonando il flauto e gli altri strumenti, ed a testa di loro, gli seguiti camminano con la torcia alla mano. Loro tutti sono vestiti più ufficiali pero, quasi sempre si fermano avanti alla nostra sede e ci parlano due tre parole e poi vanno via. Noi quindi, tenendo aperta la porta, aspettiamo il loro ritorno.  Quando alcuni di loro ripassano avanti alla nostra sede, recitano una poesia con la voce canora per farci sentire. E, se ci sia qualcuno che va via subito, uno di loro lo chiama dicendo:

“Aspettate un momento. Come mai vi affrettate cosi? Mi sembra che voi siate stanco della vita. Tutte le ancelle penseranno come me.”


Ma, quell’uomo va via come se fuggisse da qualche cosa. Seconde me, questo tipo di uomo non sa apprezzare le cose raffinate.

mercoledì 8 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 67 ~


Due tipi della antologia di Waka


Makura no Soushi (67)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (66)

Settantaduesimo paragrafo

Quello che si trova raramente:

Il genero che viene lodato dal suo suocero. La nuora che viene amata dalla sua suocera. La pinzetta per depilare d’argento che funziona bene. Il serviente che non dice male del suo padrone.

La persona senza difetti. La persona che ha il viso bello, il cuore sincero e il buon comportamento e poi non è mai criticata da nessuno. La persona che si preoccupa dello sconoscente.

La persona, quando trascrive il racconto oppure l’antologia di Waka, che non macchia al testo originale con l’inchiostro di china (allora, non c’era naturalmente l’arte della stampa, quindi la gente trascriveva quello che voleva leggere, prendendo il testo in affitto dal suo conoscente).

Riguardo alla relazione umana, non solamente quella fra l’uomo e la donna ma anche fra le donne, si trova difficilmente quella che dura per lungo tempo sempre andando d’accordo.

Settantatreesimo paragrafo (1)

Fra tutte le sale per le ancelle, Hosodono (un posto in cui stanno le ancelle, situato al lato d’ovest della sede dell’imperatrice) è molto suggestivo. Poiché è sollevata la porta sopra di Shitomido (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 63 ~”), soffia il vento molto, quindi, è molto fresco anche all’estate. All’inverno invece, soffia anche la neve o la grandine minuta fa freddo, ma non c’è male.

Poiché è il posto poco spazioso, quando un bambino di qualcuna è venuto, è un po’ problema, ma facendolo sedere furtivamente dietro il paravento, lui non scoppia a ridere come al solito e sta zitto stranamente. E cosi va bene.

Noi ancelle, quindi, dobbiamo essere attente d’invasore per tutto il giorno e poi di più per la notte. Non dobbiamo dormire distrattamente, pero, questo è anche un po’ suggestivo per me. Da questo posto, si sente il suono delle scarpe per tutta la notte (in questo periodo, i nobili lavoravano nel palazzo imperiale anche alla notte), ma, si ferma un suono improvvisamente e batte la porta con un dito silenziosamente. E io capisco subito chi è. Lui continua battere la porta per lungo, io non rispondo niente. Lui quindi, potrebbe pensare che io sono addormentata. Io, non volendo fargli credere cosi, faccio un piccolo suono del vestito muovendomi apposta. E lui avrà capito che sono sveglia e dovrebbe immaginare che sono attentissima di non fargli sentire l’aria mia. Perciò lui batte la porta più forte chiamando il mio nome.

A questo momento, io mi avvicino furtivamente alla porta e tengo l’orecchio. Ogni tanto mi diverto di questa situazione.

domenica 5 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 66 ~



Due foto della campana


Makura no Soushi (66)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (65)

Settantesimo paragrafo

Quando incontro l’amante furtivamente, l’estate è la più suggestiva. Poiché la notte d’estate è breve, passiamo una notte senza dormire tenendo tutte le porte aperte come il giorno. Perciò, sotto la luce dell’alba, possiamo anche vedere il giardino su cui soffia la leggera brezza fresca. Ma per due innamorati, non basta di aver parlato per tuta la notte, quindi, ancora continuiamo a parlare. A questo momento, sopra la nostra testa vola via un uccello cantando, allora, ci sembra come se fossimo visti da qualcuno il nostro incontro. Questo è anche non c’è male!

Poi, alla notte freddissima in inverno, quando sto a letto, si sente il suono della campana da un tempio buddista vicino. Questo suono mi sembra come se giungesse dal fondo profondo di una roba. È interessante anche questo.

Il canto del gallo mi sembra che arriva da lontano perché questo canta mettendo il suo becco dentro le piume, ma col sorgere del sole, si sente più vicino. È strano ma interessante.

Settantunesimo paragrafo

Quando un uomo, sia l’amante, sia l’amico oppure sia un conoscente, visita il posto dove stanno le ancelle dopo aver finito la sua faccenda nel palazzo imperiale, ogni tanto si diverte di parlare con loro attraverso l’avvolgibile. Allora i suoi inservienti ci viene spesso per studiare la situazione perché loro vogliono tornare a casa quanto possibile presto. Poi, con l’aspetto seccante, dicono sbadigliando apposta:

“Aime, che lavoro duro! Dovremo stare qui fino alla mezzanotte.”

È veramente antipatico. Non s’importano gli inservienti stessi, ma, il valore di quel visitatore, mi pare che abbassi. Perché credevo finora che lui fosse un personaggio eccellente non solamente lui stesso ma anche nella maniera di educare i suoi inservienti.

Solitamente, gli inservienti per la persona di alta classe non sono cosi. Invece quelli per il nobile di classe media o bassa, sono quasi tutti come quelli suddetti. Quando un nobile esce fuori, deve far seguire gli inservienti dopo aver accertato bene il loro carattere.

mercoledì 1 novembre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 65 ~

L'erba Kuzu

Il monte Hiei


Makura no Soushi (65)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (64)

Sessantacinquesimo paragrafo

I migliori antologie di Waka sono Manyo-shu (l’antologia di Waka più vecchia che era compilata verso alla fine dell’ottavo secolo, consistita di 4536 Waka) e Kokin-shu (l’antologia di Waka compilata prima volta dall’ordine di un imperatore verso decimo secolo, che consiste di 1095 Waka)

Sessantesimo sesto paragrafo

Il tema che si usa spesso per comporre Waka:

La città di Kyoto. Kuzu (Pueraria lobata, la pianta perenne della famiglia legumi che è stata famigliare ai giapponesi da molto tempo come una delle sette erbe tipiche all’autunno). Mikuri (Sparganium stoloniferum, una erba perenne che cresce nell’acqua poco profonda). Il cavallo. La neve granulosa.

Sessantasettesimo paragrafo
:
La cosa ansiosa:

Il pensiero della madre il cui figlio sta facendo l’allenamento ascetico per 12 anni nel monte Hiei (il posto considerato sacro in cui c’è un tempio buddista famoso chiamato Enryakuji).

Il caso di andare alla casa di un conoscente per prima volta alla notte buia, senza luce per non far vedere a nessuno la mia figura.

Quando ho mandato un servo nuovo, facendogli portare un regalo importante, alla casa della persona superiore. Soprattutto, nel caso che se ne impiega tanto tempo, divento nervosa fin che lui ritornasse.

Quando un bambino continua a piangere, nonostante che i suoi genitori provano di calmarlo.

Sessantottesimo paragrafo

La cosa veramente contraria:

L’estate e l’inverno.  La notte e il giorno. Il giorno che piove e quello che fa bel tempo. La persona che sorride e quello che si arrabbia. La persona anziana e quello giovane. La persona che mi ama e quello che mi odia. Soprattutto, una volta mi amava tanto e poi mi ha abbandonato, allora questo uomo mi sembra che sia la persona completamente diversa da quello che conoscevo. Il fuoco e l’acqua. La persona grossa e quella magra. La persona che ha i capelli lunghi e quello che ha i capelli corti.

Sessantanovesimo paragrafo


Alla notte, lo stormo del corvo fa chiasso fermandosi sui rami di un albero. Io li odio normalmente, ma, mi fa ridere quando uno d’essi sta per cadere dal ramo sonnacchiosamente.

domenica 29 ottobre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 64 ~

Sopre, il fiore di Kikyo
Sotto è Ominaeshi




Makura no Soushi (64)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (63)

Sessantaquattresimo paragrafo

Fra i fiori d’erba, Nadesiko (il garofano selvatico) è più bello, non solamente quello cinese ma anche giapponese. Poi, anche Ominaeshi (il nome scientifico è Patrinia scabiosaefolia), Kikyo ((campanula), Asagao (il fiore della famiglia d’ipomea, Asa significa il mattino e gao è la faccia in giapponese), Karukaya (il nome scientifico è Themeda japonica), il crisantemo e Tsubosumire (il fiore della famiglia di viola) sono belli.

La genziana invece, il cui ramo è un po’ trasandato, ma, quando gli altri fiori sono appassiti dal gelo, poiché questa è fiorita ancora col colore vivace, ci ha l’atmosfera suggestiva.

Poi, forse non vale a menzionare ma, Kamatsuka (il nome scientifico è Pourthiaera villosa, della famiglia di rosa) è carino. Il suono del nome non è tanto piacevole, ma comunque mi piace, perché si scrive in Kanji (l’ideogramma) “Il fiore a cui viene la oca selvatica”.

Il fiore di Kanihi (il nome scientifico Wikstroemia sikokiana, della famiglia di dafne) non ha colore molto forte, ma, poiché somiglia al glicine e fiorisce sia alla primavera sia all’autunno, è interessante.

La lespedeza, avendo il ramo sottile e flessibile, è molto affascinante soprattutto quando è bagnata di rugiada del mattino. Dal tempo antico, questo fiore è stato sempre il tema molto importante per Waka (la poesia giapponese che consiste di 31 sillabe) con il daino, che se ne avvicinava di preferenza.

La kerria cha ha otto petali è anche bella.

Yugao (il fiore della famiglia d’ipomea, Yu significa la sera e gao è la faccia) che somiglia a Asagao è anche bello, pero, la forma del frutto è brutto.  Non capisco il perché. Ma comunque, il nome Yugao è raffinato.


Fino ora, io non ho elencato Susuki (la piuma delle pampas). Forse alcuni mi diranno strano!  Perché, tutti pensano che Susuki è l’erba rappresentante fra quelle dell’autunno. Soprattutto, l’atmosfera della sua punta un po’ rossastra e bagnata di rugiada che sventola, non è paragonabile con le altre erbe. Alla fine dell’autunno pero, è troppo brutta. Perché, quando gli altri fiori sono caduti tutti, questa erba (Susuki) sta ancora viva tremando dal vento, con la punta bianca e rovinata. A me sembra che questo aspetto somigli proprio alla vita umana, perciò non solamente a me ma anche a tutti potrebbe dare una emozione vagamente malinconica.

mercoledì 25 ottobre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 63 ~


Sopra, la porta Shitomi Do quando è aperta
Sotto, quando è chiusa


Makura no Soushi (63)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (62)

(Il paragrafo da 54 al 59 è saltato)

Il sessantesimo paragrafo

L’uomo ideale per la donna:

All’alba, quando lui va via dalla stanza della sua donna, è meglio essere vestito un po’ sciolto. Cioè, l’uomo in genere, si vede più affascinante quando fa vedere alla donna il suo aspetto di lasciarla malvolentieri. Per esempio, sul far del giorno, lui si alza con aria affaticata e sospira quando gli dice la sua donna:

“È già mattina! Ti alza presto! Se qualcuno ti guarda, cosa dirà di noi?”

La donna pero, nel cuore, si sente gioia perché lui non vuole lasciarla. E lui, prima di vestirsi, avvicinandosi alla donna, sussurra dolcemente le parole d’amore all’orecchio di lei. Poi comincia a vestirsi pian piano, non ne dimostrando apposta a lei.

Dopo, lui la porta alla porta Shitomi Do (quella tipica nel periodo Heian che si apre su) e va via dicendo:

“Durante il giorno che noi siamo separati, io penserò sempre solo di te.”

Allora anche la donna può seguire la sua figura di spalle con lo sguardo pacificamente.

Invece quello non tanto simpatico:

All’alba, si alza improvvisamente come se fosse venuto qualcosa in mente sua di colpo e si veste in ordine facendo rumore e lega giustamente lo spago di Eboshi (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 35 ~”). Poi comincia cercare il suo ventaglio che ha messo vicino al cuscino alla notte precedente. Tuttavia, poiché è ancora buio, non può trovarlo facilmente, perciò lui fruga qua e là battendo il pavimento con le mani, dicendo:

“Dove c’è, dove c’è?”

E quando l’ha trovato finalmente, si fa vento col ventaglio rumorosamente e poi va via dicendo:

“Allora, io me ne vado.”


Purtroppo, quasi tutti gli uomini sono cosi.  

domenica 22 ottobre 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 62 ~


Due foto delle scarpe del nobile nel periodo Heian


Makura no Soushi (62)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (61)
Il paragrafo dal 47 al 52 è saltato.

Cinquantatreesimo paragrafo (2)

Alcuno risponde con l’alta voce, alcuno invece con la voce sottile. E quando manca qualcuno, Kuroudo chiede la ragione e uno ufficiale dice la situazione della mancanza, poi dopo, Kuroudo se ne va.

Un giorno, un Kuroudo, chiamato Minamono no Masahiro, non ha domandato niente agli ufficiali quando mancava uno di loro. Perciò il suo superiore l’ha rimproverato ma, Masahiro al contrario, si è arrabbiato molto e ha detto con aria arrogante:

“No no, questo non è colpa mia. L’ufficiale era negligente e io lo punirei!”

Tutti gli ufficiali militari ridevano ascoltandolo.

Questo Kuroudo Masahiro è l’uomo veramente confusionario e sventato. Una volta, lui ha messo le sue scarpe, senza tener conto del luogo, allo scaffale nella cucina dove si prepara il pasto per l’imperatore.  Tutta la gente che lavorava lì, era sottosopra per questo fatto dicendo ciascuno a suo modo:

“Ma, chi è che ha fatto questa brutalità?
  
Alcune ancelle ne sapevano, ma, con l’intenzione di proteggere Masahiro, hanno detto:

“No, noi non sappiamo nulla. Di chi saranno?”

Tuttavia, Masahiro si è costituito apposta, dicendo:

“Oh, c’erano qui! Signori, queste cose trasandate sono mie.”


E tutti quanti facevano chiasso di più. Masahiro è un personaggio di questo genere.