mercoledì 21 giugno 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 27 ~


Due foto della festa di Kamo


Makura no Soushi (27)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (26)

Ventunesimo paragrafo ~ 1 ~

A me, non piace tanto, o anzi è insopportabile, di vedere la donna del tipo di vedute meschine che si interessa solo della felicità famigliare stando sempre in casa. Secondo me, una donna che è nata nella famiglia buona, avrebbe bisogno di vedere la società largamente servendo come l’ancella nel palazzo imperiale. Sarà ancora meglio se lei possa diventare una ancella di alto grado anche se siano per pochi tempi.

Io odio l’uomo che accusa la donna che serve nel palazzo imperiale, ma, riflettendone bene, io dovrò purtroppo riconoscere questo modo di pensare. Perché, se una donna serva come l’ancella, sarebbe vista da non solo l’imperatore ma anche dagli altri nobili e cortigiani oppure anche dai vari uomini di sevizio che lavorano per esempio nel giardino. Per una ancella, nascondere la sua faccia da tutti gli occhi degli uomini che stanno nel palazzo, è troppo difficile.

(N.B
In questo periodo, per la donna aristocratica di classe media e alta, era abitudine di non farsi vedere la sua faccia agli altri tranne i membri della sua famiglia e marito.)

Perciò, quando una donna che ha esperienza di aver servito come l’ancella una volta, si sposa, suo marito spesso ne tiene un po’ meno soddisfazione. Questo può essere logico, ma…,
Per esempio, se lei avvia l’esperienza di essere stata vicino all’imperatore ogni tanto come l’ancella di alto grado, oppure di aver partecipato alla festa di Kamo (1) come la messaggera dell’imperatore, è veramente la cosa onorevole per lei!

(La festa di Kamo è la festa più antica in Giappone. La festa che si tiene nel tempio scintoista Kamo (ci sono due) in Kyoto. Attualmente, si dice una di tre grandi feste in Kyoto, con la festa di Gion e quella di Jidai e adesso la festa di Kamo si chiama anche la festa di Aoi. Perché questa festa si tiene in 15 maggio oggigiorno (nel vecchio tempo in aprile, per la differenza del calendario lunare e quel solare), e in questo giorno, la processione composta di Saio Dai (Saio significa una figlia vergine dell’imperatore che serviva come la diaconessa a questo tempio per un certo periodo e Dai significa “la sostituzione”, e attualmente serve il ruolo di Saio una ragazza che viene scelta fra le famiglie in Kyoto) e del messaggero dell’imperatore e cosi via, gira partendo dall’ex- palazzo imperiale fino al tempio scintoista Shimogamo e Kamigamo (Si chiama il tempio scintoista “Kamo” insieme questi due).  In questa occasione, il carro tirato dal bue, in cui sta Saio Dai, è ornamentato dai fiori della malva e il siliquastro giapponese mischiati. Perciò si chiama anche la festa di Aoi (significa “Malva”).

Poi, riguardo alla festa di Gion e Jidai, spiegherò magari, nella altra sezione.

domenica 18 giugno 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 26 ~


Due illustrazioni della vita nel palazzo imperiale
al periodo Heian


Makura no Soushi (26)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (25)

Ventesimo paragrafo ~ 7 ~

L’imperatrice ha continuato a parlare:

“Poiché Nyogo aveva fatto sapere che cosa stava succedendo su lei al suo padre, lui, il ministro, si preoccupava molto se sua figlia sbagliasse qualcosa. Perciò lui ha fatto recitare il sutra ai monaci in vari templi, poi anche lui stesso ha dedicato la preghiera volgendosi verso il palazzo imperiale tutta la giornata. Mi sono commossa veramente del comportamento del ministro che si dà premura per le cose raffinate di questo genere.”

L’imperatore, il marito dell’imperatrice, ascoltandola, ha detto con la voce piena di ammirazione:

“Che bella storia! Se fosse io in stessa situazione, non avrei mai potuto continuare a leggere fino al quarto o anzi terzo rotolo.”

Poi anche una ancella ha detto:

“Nel tempo vecchio, anche se una persona di condizione umile, aveva del talento culturale di un certo livello.” E le altre l’anno approvata ciascuna a suo modo.   

N.B:

All’inizio (nel diciannovesimo paragrafo ~ 3 ~), Shonagon ha porto una Waka cambiando solo una parte di quella vecchia all’imperatrice. Questo è proprio la risposta che voleva l’imperatrice. Ma, naturalmente, lei non ne ha detto niente con la voce, era solo quello che Shonagon presumeva. Si può dire che in questo fatto si vede un esempio della cultura giapponese cioè, noi giapponesi ogni tanto capiamo quello che vuole l’altro senza parole. Da molto tempo, i giapponesi amavano la bellezza del margine, cioè potevano immaginare quello che non era detto oppure non c'era scritto 100%. Tipico esempio di questa tendenza può essere Waka e Haiku (nato nel periodo Edo, che consiste di solo 17 sillabe). Nelle frasi brevi, noi troviamo il sentimento o il significato nascosto. Questo è proprio una certa gioia.


Io (guida Fuji), come una giapponese, amo questa cultura, pero, purtroppo devo riconoscere che ce n’è anche un difetto. Cioè, noi giapponesi siamo detti spesso che noi non esprimiamo la nostra opinione chiaramente. Secondo me, questo deriva da quella tradizione suddetta…..

giovedì 15 giugno 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 25 ~


Due foto delle pedine del Go


Makura no Soushi (25)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (24)

Ventesimo paragrafo ~ 6 ~

Nyogo, dilettandosi un po’ della curiosità che l’imperatore ha dimostrato, ha avuto anche tanto paura che se lei sbagliasse della risposta. L’imperatore invece, ha chiamato le due ancelle che conoscono abbastanza bene di Waka e ha fatto tenere le pedine del Go a ciascuna di loro (1). Questa cosa era anche grande onore per le due, perché loro erano scelte fra tante loro colleghe a questa occasione molto speciale.

Nyogo ha potuto rispondere tutto ma non ha recitato fino alla fine per non ostentare troppo la sua conoscenza.  Ma, l’imperatore ne ha continuato volendo trovare almeno uno sbaglio a ogni costa, se no, pensava che avesse perduto la faccia. E cosi, finalmente è arrivato a metà cioè fino al decimo rotolo.

L’imperatore ha finito col cedere a lei alla fine e le ha detto:

“”Forse io dovrò subire una completa sconfitta.””  E, loro due sono andati a letto.

Tuttavia, dopo alcune ore, lui si è alzato, perché è venuta una preoccupazione alla sua mente, che Nyogo poteva studiare l’altra metà a domani. E per salvare il suo onore, ha deciso di concludersi entro oggi e le ha detto:

“”Non voglio lasciare questo gioco fino a domani. Lo cominciamo subito.””

Poi, accendendo la luce, ha continuato a fare la domanda leggendo il rotolo fino a tarda notte. Nyogo pero, ha risposto tutto precisamente.  

(1) Go è un gioco fatto con pedine nere e bianche posate su una scacchiera. Vince chi sistema le proprie pedine su un territorio più vasto di quello dell’avversario. Questo gioco ha origine in vecchia Cina ed è introdotto in Giappone circa al sesto secolo. E nel periodo Nara (710 ~ 784) è diventato popolare e nel periodo Heian in cui c’è scritto questo saggio è diffuso perfino fra le donne.

In questo caso del gioco di Waka, le due ancelle, tenendo le pedine bianche e nere ciascuna, posava una pedina bianca ogni volta quando Nyogo vinceva. Invece, se lei sbagliasse, si metteva quella nera.

domenica 11 giugno 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 24 ~

Sopra, il ritratto di Abe no Seimei (il famoso indovino nel periodo Heian)
e
Sotto, il tempio scintoista dedicato a lui




Makura no Soushi (24)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (23)

Ventesimo paragrafo ~ 5 ~

Poi, l’imperatrice ci ha raccontato un aneddoto come seguente:

“Nel periodo dell’imperatore Murakami (il nonno dell’imperatore allora), c’era la Nyogo di Senyouden (Nyogo è un titolo della consorte dell’imperatore, la seconda come posizione e Senyouden è il nome di una costruzione nel palazzo imperiale, in cui abitava lei.) che era la figlia del primo ministro. Lui, prima che la sua figlia sposa con l’imperatore, le ha detto:

“”Prima di tutto, tu devi prendere lezioni di calligrafia. Poi, impara a suonare Koto (una specie della cetra orizzontale) in modo che tu possa suonarla meglio di tutte le donne. Poi dopo, memorizzi tutte le Waka di Kokinshu. Queste cose possono essere proprio l’educazione da studiare per te come una donna.””

L’imperatore Murakami, sapendo questi detti in anticipo, ha visitato la costruzione di Nyogo con il rotolo di Kokinshu a mano nell’occasione di  Monoimi (1) e si è seduto piazzando un paravento in mezzo. Nyogo si è sorpresa dell’atteggiamento suo un po’ freddo cosi, ma l’imperatore, non tenendone conto, le ha domandato aprendo il rotolo di Kokinshu:

“”Come sarà la frase di Waka composta dal tale nel tale mese?””

Allora Nyogo ha capito subito che lui aveva intenzione di esaminarla.”

(1)

Monoimi significa il periodo astinente. Soprattutto nel periodo Heian, era usanza fra gli imperatori e nobili di rinchiudersi in casa chiudendo tutte le porte nei giorni infausti decisi dalla predizione dell’indovino chiamato Onmyouji (l’indovino che faceva la predizione a base del principio Yin Yang).
 I cortigiani ogni tanto lo usava come il pretesto per sabotare il lavoro….

mercoledì 7 giugno 2017

Intervallo ~ 45 ~


Due foto del tempio scintoista Ohmi JIngu


Sul gioco della carta di Waka (2)

Il gioco della carta di Waka è cominciato ad eseguire come la gara man mano. Ma la regola non era unica, cioè era differente da ogni giocatore. Nell’anno 1904 quindi, la regola è standardizzata e giunta fino ad oggi cambiandone le piccole cose. È nata anche l’organizzazione giapponese della carta di gara e dall’anno 1955, questa organizza ogni anno la gara da decidere il vincitore e dall’anno 1957, quella da decidere la vincitrice con la maniera del torneo. Il vincitore si chiama “Meijin” (il grande campione), invece la vincitrice è “Queen” (la regina).

La regola è come seguente:

I due giocatori si siedono sui talloni col busto eretto su Tatami (la stuoia di giunco) e ognuno prende 25 carte su cui sono scritte solo 14 lettere (d’ora in poi io chiamo “il verso di sotto”) che sono già mischiate bene tenendole sempre capovolte. Poi, loro le mettono a tre fili avanti a loro stesso rivoltandole il diritto sopra. Dopo, loro possono avere 15 minuti da imparare a memoria dove c’è ogni Waka sia quella di se stesso sia del suo rivale. (Naturalmente è tanto bene se loro possano imparare a memoria dove ci sono 50 carte tutte.)

Poi, per questa gara bisogna anche una persona che legge Waka ad alta voce. (si chiama un lettore o anche lettrice). Il lettore tiene 100 carte e lui comincia a leggerla dalla prima lettera del verso di sopra. I giocatori quindi, appena sentono il primo suono o massimo fino al terzo suono della lettera possono capire come sarà il verso di sotto e quando la trova, prende dando un colpetto con la mano, (Sembra quasi una lotta!)

Se un giocatore prende la carta che era messa avanti al suo rivale, lui ci può mettere una sua. Per farla breve, dopo essere lette 50 carte, perde chi ci ha più numerose nella postazione sua. Nel caso che uno sbaglia, lui deve prendere una carta dal suo rivale.

Riguardo al numero di carta, avanti dei giocatori si mettono solo 50 in totale, ma, il lettore le tiene 100.  E lui ogni tanto legge quella che non c’è nelle 50.  I giocatori quindi, devono essere molto attenti in modo che non prendano una carta sbagliandosi. Comunque, in questo caso, lui deve anche prendere una dalla postazione del suo rivale.

E cosi, per i giocatori della gara di carta, ci vuole non solamente una buona memoria ma anche la forza da agire in un attimo.


Questo gioco si fa dai vari gruppi anche dai scolari, ma la gara più famosa è quella che si tiene nel tempio scintoista Ohmi Jingu (nella provincia Shiga) per decidere il Meijin e la Queen, ogni gennaio.

domenica 4 giugno 2017

Intervallo ~ 44 ~


Due esempli della carta di Waka
Sopra, con l'illustrazione
Sotto, solo le lettere fonetiche


Sul gioco della carta di Waka (1)

Come ho scritto qualche volta in questo blog, Waka è una specie di poesia, nata in Giappone nel periodo antico (prima del periodo Nara). All’inizio, c’erano tanti stili, cioè quello lungo, corto e poi il tipo che aveva il ritmo particolare chiamato Sedouka. Ma nel periodo Heian, solo quello che consiste in 31 sillabe è rimasto come Waka.

D’ora in poi, Waka è stata sempre una delle culture molto importanti in Giappone, e ancora adesso, ci sono tante genti che l’amano.

E nel periodo Kamakura, un nobile e poeta, chiamato Fujiwara no Sadaie ha redatto cento Waka composte dai cento poeti scegliendo fra tutte le antologie per tutti i tempi.

Queste cento Waka sono cominciate a usare come il gioco della carta fra la gente di classe alta dal quindicesimo secolo.  Poi, nel periodo Edo, poiché è sviluppata un po’ l’arte dello stampo, questo gioco è diffuso fra il popolo. Soprattutto, nel periodo in cui ancora la maggioranza della famiglia giapponese era numerosa, circa 50 o 60 anni fa, questo gioco era una fisionomia del capodanno, perché tutti i membri della famiglia si radunavano in casa dei genitori a questa occasione e loro se ne divertivano di giocare. Naturalmente ancora adesso c’è questa tradizione, anche se è diventato un po’ caso raro.  

Questo gioco si fa nella maniera come seguente:


Prima di tutto, si preparano duecento carte in totale. Su quelle cento c’è scritto Waka con l’illustrazione e il nome dell’autore o autrice. Poi sull’altre cento c’è scritto solo la parte sotto (cioè 14 lettere fonetiche) senza nessuna illustrazione. E generalmente la grandezza della carta è 74mm x 53mm circa. 

(Continua alla prossima puntata) 

mercoledì 31 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 23 ~


Due scene del gioco di Waka

Makura no Soushi (23)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (22)

Ventesimo paragrafo ~ 4 ~

Poi l’imperatrice, mettendo il rotolo dell’antologia di Waka, titolato “Kokinshu”(1), recita solo i primi tre versi(2) e ci chiede come può essere la continuazione.

Noi ancelle, normalmente lo sappiamo tutto, ma, non so perché, nessuno può rispondere subito. Una mia collega giovane e intelligente finalmente rispondeva più o meno dieci. Tuttavia, questo non è sufficiente. Anche io, mi sembrava che la mia testa fosse diventata vuota a quel momento e pensavo meglio non rispondere anzi che recitare solo cinque o sei.

Naturalmente, questo mio pensiero non è giusta. È troppo scortese per l’imperatrice. Di conseguenza, tutte non possono fare che lamentarsi dell’incapacità d’ognuno.
L’imperatrice quindi, recitava tutti i versi di quello che nessuno riusciva a rispondere e noi ascoltandoli, ci vergogniamo dicendo:

“Ma che! Lo sapevamo tutto. Che cervello abbiamo noi!”
Comunque, è inutile pentirsi dopo. C’è anche la gente che trascrive questa antologia tante volte, quindi, almeno lei poteva ricordarsi molto di più, pero…

(1) Kokinshu è un’antologia di Waka, completata nell’anno 905~913. “Kokin” significa “antico e moderno” e “shu” è l’antologia. Questa è la prima antologia di Waka compilata dall’ordine di un imperatore chiamato Daigo. Cioè, sotto l’ordine di questo imperatore, i quattro poeti l’hanno compilata scegliendo 1110 Waka fra tutte quelle composte dall’epoca antica fino a quest’anno 905. A periodo Heian, era obbligatorio di memorizzare possibilmente tante Waka di quest’antologia per i nobili e la classe intellettuale.
(2) Waka è una poesia giapponese che consiste di 31 fonetiche sillabate. E queste sillabe si dividono in cinque versi, cioè nel primo verso ci sono cinque sillabe, nel secondo sette, nel terzo cinque, nel quarto e quinto sette ciascuno, e diventano 31 sillabe in totale.
In questo caso, l’imperatrice ha recitato solo primi tre versi (si chiamano i versi di sopra) e altre dovevano recitare i rimanenti due versi (quarto e quinto, che si chiamano i versi di sotto).

Questa cosa ancora adesso si fa come il gioco e le due foto messe sopra dimostrano la scena del gioco. Riguardo a ciò, ho intenzione di spiegare il dettaglio nella prossima sezione.

domenica 28 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 22 ~


Due esempi della scrittura in corsivo


Makura no Soushi (22)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (21)

Ventesimo paragrafo ~ 3 ~

In conclusione, dopo che due tre delle mie colleghe superiori hanno scritto la poesia della primavera oppure del fiore di ciliegio che adatta alla stagione, io ho scritto sulla carta che l’imperatrice mi aveva dato:

“Toshifureba yowaiwaoinu shikawaaredo kimioshimireba monoomoimonashi” 

La traduzione: Sono già invecchiata, ma mi sento calma quando vedo voi, l’imperatrice.

(N.B: Questa poesia originale è come seguente:
Toshifureba yowaiwaoinu shikawaaredo hanaoshimireba monoomoimonashi

Come si vede, è differente solo l’inizio del quarto verso, cioè, invece di “hana (fiore)” Shonagon ha messo “kimi (voi)”. Facendo cosi, Shonagon ha espresso l’omaggio per l’imperatrice.)

L’imperatrice l’ha letto paragonando con le altre e detto:

“Io volevo veramente sapere la vostra spiritosità come cosi.”  E poi, ha continuato a parlare:

“Nel periodo del regno dell’imperatore Enyu (padre del presente imperatore), lui ha ordinato a ciascuno dei cortigiani la stessa cosa come vi ho chiesto. Ma tutti, trovando la difficoltà, si sono scusati di non poter scrivere. L’imperatore pero, ha insistito dicendo che non se ne fregava se fosse scritto male o bene. Allora, il presente primo ministro che era ancora giovane a quel momento, ha scritto:

Shionomitsu itsumonourano itsumoitsumo kimiwobafukaku tanomuwayawaga  

La traduzione: Come la spiaggia Itsumo (il nome di una spiaggia ma anche significa “sempre”), io fido sempre in voi (l’imperatore) di cuore.

(N.B: La poesia originale è come seguente:

Shionomitsu itsumonourano itsumoitsumo kimiwobafukaku omouwayawaga

(Questa è la poesia dell’amore che significa: Io sono innamorato di te e il mio pensiero sta sempre a te.)

Come si vede, è differente solo l’inizio del quinto verso, cioè invece di “omou (pensare)”, lui ha messo “tanomu (fidare)”

E l’imperatore l’ha lodato molto."


Ascoltandola, sono stata un po’ con il fiato sospeso, ma nello stesso tempo, mi sono commossa. Forse sarà stato difficile di fare come me per le ancelle giovani, pero, sono anziana e ben abituata poi forse era un errore felice per me, quindi, ho avuto la fortuna di aver avuto l’elogio dell’imperatrice. C’era anche qualcuna che aveva fatto errore nello scrivere per la timidezza, nonostante che scrive benissimo di solito.

mercoledì 24 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 21 ~


Due foto del monte Mimuro

Makura no Soushi (21)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (20)

Ventesimo paragrafo ~ 2 ~

L’imperatrice è anche uscita fuori dal paravento. La sua figura è talmente bella che noi ancelle possiamo dimenticare tutte le tristezze e malinconie nel cuore. A questo momento, il signor Korechika ha cominciato a recitare la poesia Waka nel tempo vecchio con la voce calma :

“Tsuki mo himo kawariyukedomo hisanifuru mimurono yamano
 Totsumiyadokoro”

(Il tempo passa, pero, il monte Mimuro (1) non cambia mai come il posto della villa imperiale.)

Mi sembrava veramente che lui abbia recitato questa poesia per conto del sentimento di noi tutti. E poi, l’aspetto dell’imperatrice che l’ascoltava era tanto bella quanto non voglio farla cambiare per mille anni.

L’imperatore ci è venuto appena finito a mangiare e l’imperatrice ci ha chiesto di grattare Sumi (l’inchiostro solido) nel Suzuri (il recipiente fatto di pietra su cui si gratta Sumi con l’acqua per fare inchiostro nero). Ma io, non ho potuto far niente che guardare l’imperatore (perché è tanto bello) e quasi ho fatto cadere Sumibasami (una specie della pinza da tenere Sumi quando lo è diventato corto).

L’imperatrice ha ordinato ciascuna di noi di scrivere una Waka antica dandoci una carta bianca. Sono una donna normalmente abbastanza calma ma, in questo momento mi sono veramente innervosita e confusa, quindi ho chiesto al signor Korechika di come poter fare. Tuttavia lui mi ha detto restituendo la carta che gli ho fatto vedere:

“Tu scrivi qualche poesia che ti viene a mente, presto! Non è una occasione da intervenire un uomo.”

Anche l’imperatrice mi ha detto quasi puntandomi Suzuri:

“Su su, cosa stai rimuginando? Qualsiasi poesia va bene. Basta che tu scrivi una poesia che viene a tua mente adesso.”

Io non ho capito anche me stessa perché mi sono scoraggiata cosi, e non sapevo più che fare diventando rossa.


(1) Il monte Mimuro è una montagna sacra che è considerata il posto dove dimora la divinità dal tempo vecchio. Questa montagna si trova in Nara e la sua altezza è solo 82 m. E nel tempo vecchio c'era la villa imperiale e l'imperatore ci andava spesso.

domenica 21 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 20 ~


Due figure di Tenaga e Ashinaga

Makura no Soushi (20)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (19)

Ventesimo paragrafo ~ 1 ~

(Dal decimo al diciannovesimo paragrafo, poiché sono enumerati solo i nomi della montagna eccetera, sono ommessi.)

Su Shoji (la porta scorrevole costituita da un’intelaiatura di legno rivestita di carta bianca traslucida) che si trova all’angolo di nord-est del palazzo Seiryouden (l’abitazione dell’imperatore per la sua vita quotidiana) sono dipinte due figure grottesche di Tenaga e Ashinaga (1) nel fondo del mare burrascoso.

Poiché la porta che nasconde quel Shoji è sempre aperta, se la vede sempre. Noi ancelle, quindi, sorridiamo un po’ amaramente dicendo “oh, no!”

Vicino al parapetto del corridoio di quella zona, è messo un vaso grande in cui sono arrangiati i rami di ciliegio e ogni tanto cadono i fiori fino a fuori del parapetto. È una scena molto pittoresca. E un giorno, il signor Korechika (fratello dell’imperatrice) è apparso vestito di giacca colorata di ciliegio e ha detto qualcosa all’imperatore tramite l’avvolgibile di listelli di bambù. Dentro l’avvolgibile, stanno tante ancelle che servono all’imperatore, vestite d’abiti molto colorati e lussi.

A questo momento, nella sala da pranzo per l’imperatore, i Kuroudo portano i piatti. Quando un Kuroudo ha finito di portare l’ultimo piatto, lui ha detto che è pronto il pranzo all’imperatore.  E lui si è diritto verso la sala da pranzo facendo accompagnare il signor Korechika. Dopo, lui, cioè il fratello dell’imperatrice, è ritornato e seduto dove c’è quel vaso grande.

(1) Tenaga vuol dire uno che ha le mani lunghe e Ashinaga significa quello che ha le gambe lunghe. Riguardo a queste due esseri, ci sono le diverse leggende a ogni zona in Giappone dal tempo antico. Per esempio, a nord-est del Giappone, Tenaga, avendo le mani tanto lunghe quanto arrivano fino alla cima della montagna, faceva del male insieme Ashinaga mangiando spesso anche la carne umana. Ma, un giorno, un monaco ha fatto una preghiera molto efficacie per cacciare via questi, e poi ha piantato un albero della famiglia canfora in modo che due mostri possano mangiarlo invece della carne umana, allora la loro malvagità è stata repressa.

Poi, un’altra storia dice che erano introdotte questi due come l’esseri sacri da Cina al decimo secolo. E nel periodo in cui era scritto questo saggio Makura no Soushi, le figure di questi due erano dipinte sul Shouji nel palazzo imperiale, come il simbolo da pregare la vita lunga dell’imperatore.

mercoledì 17 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 19 ~


Due foto del tempio buddista Kofukuji


Makura no Soushi (19)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (18)

Nono paragrafo

A fianco della porta dell’esto nel palazzo imperiale, c’era una quercia molto grande e alto. E noi ancelle parlavamo sempre quanto alto la poteva essere. Una volta, un vice generale della divisione delle guardie imperiali ci ha detto scherzando:

“Sarà molto bene se noi regaliamo al monaco Jyouchou, come il suo ventaglio.”

Ma, dopo alcuni giorni, è venuto al palazzo imperiale quel monaco in questione per ringraziare all’imperatore perché lui è stato nominato il sopra intendente del tempio buddista Yamashina(1). E il vice generale è dovuto stare sul posto a causa delle sue mansioni.

Il monaco, è già alto, ora è ancor più alto perché portava i zoccoli di legno sollevati da due regoletti molto alti chiamati Ashida in giapponese. Perciò lui sembrava veramente gigante.

Dopo che il monaco è andato via, io ho chiesto al vice generale:

“Come mai, voi non gli regalaste il ventaglio di quercia che parlavate una volta?”

Il vice generale mi ha detto ridendo:

“Voi avete una buona memoria!”

Dopo, chissà chi l’ha detto, ma è diffuso il detto come seguente:

“Non c’è un Uchiki (una giacca lunga nel periodo Heian) che adatta al monaco Jyouchou, e non c’è Akome (una giacca con la lunghezza fino alla vita) che adatta al Suise (il nome del ragazzo di bassa). (2)

(1) Il tempio buddista Yamashina è stato costruito a Kyoto nel settimo secolo e poi, era spostato a Nara nell’ottavo secolo cambiando il nome al tempio buddista Kofukuji. Attualmente, noi tutti lo chiamiamo Kofukuji, ma nel periodo Heian si chiamava anche il tempio Yamashina.


(2) Questo detto significa non si trova Uchiki con la lunghezza giusta per il monaco Jyouchou, perché quando lui lo mette si vede come se fosse vestito Akome (perché è troppo corta per lui). Invece, non c’è Akome adatto per Suise, perché quando lui lo mette, si vede come se fosse vestito Uchiki.

domenica 14 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 18 ~


Due foto del trono dell'imperatore


Makura no Soushi (18)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (17)

Settimo paragrafo

Questo anno, il primo gennaio e il tre marzo, faceva bellissimo tempo. Il cinque maggio invece, era nuvoloso ma si sentiva l’umidità piacevole. Il sette luglio, era nuvoloso durante il giorno, ma, alla sera era tanto serena e la luce della luna era limpidissima e poi, si poteva anche contare il numero delle stelle uno per uno.

Il nove settembre, è piovuto dall’alba pero, sul fiore del crisantemo era talmente piena di rugiada fino a gocciolare dal cottone che copriva il fiore. Ma per questo, era molto più odoroso.

La pioggia era smessa alla mattina, pero, il cielo era ancora nuvoloso e sembrava che piovesse fra poco. Tuttavia, questo aspetto mi ha dato anche l'impressione piacevole.

Ottavo paragrafo


Quando un nobile ringrazia all’imperatore per la sua promozione in un’elegantissima tenuta, è bello. Soprattutto, la sua figura di spalle con il vestito ufficiale di cui l’orlo striscia per la terra è indiscutibilmente raffinata. Poi, dopo aver ringraziato all’imperatore, lui saluta al trono sventolando la sua manica a destra e a sinistra per esprimere la sua gioia. È veramente brillante e bello. 

mercoledì 10 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 17 ~


Due foto del salice

Makura no Soushi (17)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (16)

Sesto paragrafo (4)

Io, posando lo specchio sotto, ho detto:

“Allora, tu sei pure Okinamaru, è vero?”

Il cane ha abbaiato esageratamente prostrandosi sulla terra. E l’imperatrice, guardando il suo aspetto, rideva con un sospiro di sollievo. Poi, lei ha chiamato subito Ukon e spiegato tutta la situazione. Allora, anche tutte le ancelle presenti ridevano. L’imperatore, sentendo il nostro chiasso, ci è venuto e detto ridendo anche lui:

“Mi sono veramente meravigliato! Non ho mai pensato che il cane avesse la intelligenza e ragione di questo genere!”

Allora, le ancelle che servono l’imperatore ci sono radunate e hanno chiamato il nome del cane ciascuno a suo modo, e ormai, il cane si muoveva rispondendo a loro chiamata senza esitazione.

Io ho detto:

“Ma comunque, la sua faccia è orribilmente gonfiata, poverino! Vorrei far dargli qualche medicazione a una serva.”

Una mia collega mi ha detto:

“Tu hai svelato finalmente la natura di Okinamaru. Mi pare che tu abbia realizzato il tuo desiderio che tenevi nel cuore.”

Mentre noi chiacchieravamo e ridevamo cosi, è apparso un Kuroudo e ci ha detto:

“È vero che Okinamaru è tornato? Voglio verificarlo subito.”

Ho fatto rispondergli a una serva:

“No, no! Non dite sciocchezze! Non c’è quello qua.”

Ma lui si è vantato dicendo:

“Voi negate, pero io lo troverò a ogni costo fra poco. Se voi volete nasconderlo, saprete subito che lo è inutile.”

Comunque, vedendo questa situazione, l’arrabbia dell’imperatore è calmata e Okinamaru ha ricuperato lo stato come prima.


Con tutto ciò, io mi sono veramente commossa quando ho visto Okinamaru che si tremava e abbaiava rispondendo alla mia chiamata. Quanto intelligente e carino! Fino a quel momento, io credevo che solo l’essere umano poteva piangere quando era chiamato con la voce pieno di compassione….invece…

domenica 7 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 16 ~


Due foto del fiore di pesco



Makura no Soushi (16)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (14)

Sesto paragrafo (3)

Una ancella dice: “È Okinamaru, senz’altro.”

Ma altra dice: “No, non è vero. Quello non è Okinamaru.”

Cosi, è difficile di decidere.  Allora, l’imperatrice ha detto:

“Forse Ukon (il nome di un’ancella importante) lo saprà. Chiamatela.”

E poi, lei ha domandato a Ukon se quello sia Okinamaru o no.

Ukon ha risposto:

“Mi pare che somigli a Okinamaru, ma, quello è troppo misero. Poi, quando ho chiamato il suo nome, lui sempre veniva di corsa gioiosamente. Invece quello no.  Io penso quindi, che non sia Okinamaru. Inoltre, ho sentito dire che due Kuroudo l’hanno ammazzato. Allora, io difficilmente posso credere che lui vive ancora.”

L’imperatrice, ascoltandola, ha dimostrato la compassione per il cane accigliandosi.  

Dopo il tramonto, gli abbiamo dato qualche cibo, ma, lui non l’ha mangiato. Noi quindi, pensando che questo non sia Okinamaru, abbiamo risolto questo problema.

La prossima mattina, quando tenevo lo specchio per l’imperatrice che si preparava pettinando i capelli, ho trovato quel cane che si è accovacciato all’angolo nel giardino.

Ho detto senza intenzione, guardandolo:

“Povero Okinamaru. Lui è morto, colpito gravemente. Quanto dolore avrà avuto, poverino! Spero che lui rinasca in un essere meglio che cane alla prossima vita.”

Allora, quel cane si è alzato improvvisamente e ha versato lacrime facendo tremare il corpo. Io sono molto sorpresa e ho capito subito che era lui stesso! Forse ieri, lui Okinamaru, per nascondere la sua identità, avrà fatto finta di non capire la nostra chiamata. Io, veramente ammiravo il suo coraggio e la sua intelligenza, anche se lui non è altro che un cane.


È molto interessante, davvero!

mercoledì 3 maggio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 15 ~


Due foto delle bambole di Hina


Makura no Soushi (15)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (13)

Sesto paragrafo (2)

Ho detto alle mie colleghe:

“Poverino! Fino ora, lui (il cane) camminava sempre con aria baldanzosa. Al 3 di marzo (1), quando camminava ornamentato dal fiore di pesco, il ramo di salice e il fiore di ciliegio, non avrà mai pensato che oggi fosse trattato male cosi. E quando l’imperatrice fa un pasto, lui è stato sempre nel giardino aspettando l’occasione di mangiare l’avanzo. Mi dà un po’ di noia la sua assenza.”

Fra due o tre giorni, abbiamo sentito il grido lungo e lacerante del cane e noi ancelle abbiamo avuto dei dubbi di che cosa succedeva lì. Allora, una serva è venuta correndo e ci ha detto:

“Che guaio! I due Kuroudo stanno colpendo un cane. Se loro ne continuino ancora, il cane sarebbe morto. Poiché il cane che era cacciato via dal palazzo ci è tornato, quelli due signori lo stanno castigando.”

Che brutta notizia! Era veramente Okinamaru. Comunque, io ho mandato subito la serva da loro, per cessare quell’atto barbaro.

Nel frattempo, il grido è smesso, e poi la serva è tornata e detto:

“Il cane è morto, quindi, loro hanno buttato il cadavere fuori della porta.”

Che trattamento atroce!

Alla sera, ho notato che un cane stava aggirandosi qua e là malfermo sulle gambe con l’aria misera e dolorosa di faccia gonfiata.

Ho chiesto a una collega:

“Forse sarà Okinamaru o no? Come tu pensi?”

Allora, una collega ha chiamato:

“Okinamaru, Okinamaru!”

Ma, lui mostra disinteresse.

N.B
(1) Il tre di marzo è una delle cinque feste importanti nell’anno, come il primo di gennaio, il cinque di maggio, il sette di luglio e il nove di settembre, cioè quando il numero del giorno e del mese sono uguali e dispari. Queste feste si chiamano Sekku in giapponese che significa i cambiamenti di stagione e dal tempo antico, c’era il costume di festeggiare il giorno ogni cambiamento di stagione in Giappone.
E al tre di marzo, la gente usava far fluitare una figura umana fatta dalla carta o paglia nel fiume come la sostituzione di loro stesso per cacciare via gli spiriti maligni e la epidemia.

Da una parte, nel periodo Heian, fra le ragazzine dei nobili, era di moda un gioco chiamato “Hina (significa piccola e carina)” da usare le bambole fatte della carta. E dopo, combinando queste bambole Hina e la figura umana suddetta, è cominciato a farle fluitare nel fiume e poi, col passo del tempo (nel periodo di Edo) le bambole sono diventate più ricche e belle, e la gente, pensando che è troppo dispiacere di farle fluitare nel fiume, ha cominciato a decorarle sui piccoli gradini coperti dal tappeto rosso di feltro, situati in una camera. E adesso, si chiama questa festa “Hina Matsuri(significa la festa)”.

L’altro nome di questa festa è “Il Sekku del pesco”, perché al tre di marzo nel calendario lunare fiorisce il pesco.