mercoledì 23 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 45 ~


Due foto della luna all'alba


Makura no Soushi (45)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (44)

Trentatreesimo paragrafo (1)

In luglio (equivale all’agosto nel calendario solare), fa molto caldo, perciò io dormo sempre tutte le porte aperte. Quando si vede la luna, mi sveglio ogni tanto e guardo fuori. Soprattutto, la vista dell’alba in cui la luna è ancora visibile dopo lo spuntar del sole è veramente meravigliosa!

Guardando cosi la luna dell’alba, mi ricordo un aneddoto di una mia collega. Lei è un’ancella che aveva la sua camera (1) nel palazzo imperiale. E lei, dopo che è andato via il suo amante all’alba c, dormiva vestita sciolta coprendo il capo e corpo con una giacca lunga (2).

A questo momento, passava per caso un nobile che stava in via di ritorno alla sua camera dopo aver visitato la sua amante (3). Lui, essendo tanto rapito il cuore dalla sua amante appena separata e pensando di scrivere una Waka (4) a lei prima che cadesse la rugiada sul fiore d’ipomea (5), era un po’ distratto. Ma, all’improvviso, si è accorto che un cancello con inferriata di quella camera è aperto, Lui quindi, con la curiosità, aprendo un po’ l’avvolgibile di listelli di bambù, ha guardato dentro.

N.B:

(1) Io ho scritto per praticità “camera”, pero, naturalmente la non è come quella di oggigiorno. Era proprio uno spazio circondato dalle tende, dal paravento e anche dall’avvolgibile.

(2) In questo periodo, non c’era ancora la trapunta neppure il materassino o la coperta. Perciò la gente dormiva coprendo da qualche giacca o dalla copertina fatta di lino o di cottone. Soprattutto, questa scena era di estate, quindi, la donna dormiva coprendo semplicemente con solo una giacca.

(3) In questo periodo, l’amore era molto più libero da oggi e di solito, l’uomo visitava la camera della donna anche nel palazzo imperiale.

(4) Come suddetto, l’amore era libero, ma ce n’era una regola importante, cioè, quando l’uomo visitava la sua ragazza alla notte, lui ha dovuto lasciarla prima di spuntare il sole e poi, subito dopo mandare una Waka a lei.


(5) In questo caso, l’ipomea significa il tipo che fiorisce a buon mattino e appassisce prima di mezzogiorno. E la rugiada ovviamente cade alla terra quando il fiore è appassito, quindi, lui doveva mandare una Waka alla sua amante prima di mezzogiorno, cioè quanto possibile velocemente. 

domenica 20 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 44 ~


Due foto di Nadeshiko (il garofano selvatico)


Makura no Soushi (44)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (43)

Trentaduesimo paragrafo (2)

Verso al mezzogiorno, è arrivato il padre dell’imperatrice (quando era ancora giovane) e i suoi seguiti. Il suo vestito era molto ufficiale ma bello, e tutti i membri della sua comitiva usavano il ventaglio rosso che sembrava come se fosse il fiore di Nadeshiko (il garofano selvatico) pienamente fiorito.

Nel frattempo, è cominciata la funzione. Il monaco conferenziere era molto bravo, ma, io, non solamente riuscivo a sopportare al caldo ma anche avendo un lavoro sospeso, ho cercato di andare via dopo aver ascoltato un po’ della conferenza del monaco. Tuttavia, era tanto difficile di uscire perché ci sono radunati tanti carri attorno a me. Io quindi, ci sono stata alcuni tempi, e poi quando la prima conferenza è finita, ho chiesto di aprire la strada ai padroni dei carri dietro di me. Allora loro, essendo contenti di poter trovare almeno un spazio dove c’ero io, mi hanno ceduto la strada.

Purtroppo, non era che tutti quanti erano contenti.  Alcuni, soprattutto gli anziani mi hanno accusato per la mia scortesia, che stavo andandomene nel bel mezzo della conferenza.  

Comunque, non dando orecchio a ciò, io sono riuscita a uscire stentatamente.

A questo momento, un nobile giovane bello ben vestito mi ha detto sorridendo:

“Accidenti, va bene anche andarsene. È tutto libero (1).”

Era molto spiritoso. Io quindi, dopo gli ho risposto mandando un messaggero:

“Ma voi che dite cosi, potete essere anche uno di quei cinque mila discepoli (2).”

Tuttavia, alcuni giorni dopo, questo nobile giovane ha abbandonato il mondo per entrare nella vita religiosa. (3)  Allora, io non ho potuto fare a meno di provare di cuore la fugacità della vita umana.

N.B:

(1) Queste parole derivano da un aneddoto di Budda. Cioè, quando Budda predicava ai suoi discepoli, di cui cinque mila uomini se ne andavano nel bel mezzo della conferenza, ma Budda ha detto queste parole a un suo discepolo che stava per dissuaderli

(2) Questo scambio delle parole fra Shonagon e il nobile giovane, è proprio per dimostrare implicitamente tra di loro, che ambedue sapevano quell’aneddoto di Budda.


(3) Questo nobile giovane era la persona vicina all’ex-imperatore.  Poiché questo imperatore ha abbandonato per entrare nella vita religiosa essendo triste e disperato perché aveva perso la sua consorte molto cara, il nobile anche l’ha seguito.

mercoledì 16 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 43 ~


Due foto di Kariginu


Makura no Soushi (43)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (42)

Trentaduesimo paragrafo (1)

Una volta, è stato tenuto Hakkou per fare Kechien (su queste due parole, c’è già la spiegazione in “la serie della letteratura giapponese ~ 42 ~” nel palazzo di un grande generale. Tutti ne hanno lodato dicendo:

“Se uno ci va con un po’ di ritardo, non c’era più il posto da parcheggiare il suo carro. Era talmente pieno di gente che, chi è stato fino al terzo filo, ha potuto sentire stentatamente la predica del monaco. Gli altri invece, no.” Era vero! Anche io ci sono stata, ma ho avuto molta difficoltà di trovare il posto libero comunque.

Era la metà del giugno che faceva caldissimo (giugno nel calendario lunare equivale all’inizio di agosto in quel solare), ma almeno la vista del laghetto in cui fioriva il loto ci dava una certa freschezza.

Gli uomini che ci hanno partecipato erano tutti quanti i nobili di alta classe e ognuno di loro portava il vestito estivo di buon gusto, perciò lo sembrava la sfilata di moda anzi che la funzione religiosa buddista.

(N.B
In questo periodo, come ho scritto qualche volta, le donne nobili non facevano mai vedere la loro faccia in pubblico, quindi, Shonagon descriveva solo sul vestito degli uomini.)

Sul posto più alto nella sala, si sedevano i ministri e poi, un po’ più sotto stavano i nobili di alta classe e i giovani della famiglia celebre.  Ognuno vestiva Noushi (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 6 ~”) oppure Kariginu (1) e poiché c’era ancora il tempo prima di cominciare la funzione, soprattutto i giovani si muovevano qua e là incuriositi del carro delle donne.

(1) Kariginu significa il vestito per la caccia, quindi come si vede nella foto di sopra, la parte delle spalle è aperta per muovere le mani liberamente.
Ma nel periodo Heian, questo si era diffuso come il vestito ordinario per i nobili, per la facilità di muoversi, quindi loro non potevano andare al palazzo imperiale con questo vestito. Attualmente i sacerdoti del tempio scintoista ne vestono.

Riguardo al colore, era libero tranne quel proibito, cioè in questo periodo, era stabilito il colore del vestito secondo la posizione dei nobili. Per esempio, il viola era per la famiglia imperiale e i nobili di classe alta fino al terzo grado, l’arancione come il sole di mattino era per il principe ereditario e il giallo rossastro era per l’imperatore. E questi due colori erano proibiti a tutti gli altri.

domenica 13 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 42 ~


Due foto del fiore di loto
Makura no Soushi (42)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (41)

Trentunesimo paragrafo

Un giorno, quando io ho partecipato al corso di Hakkou (1) nel tempio buddista Bodaiji (2) per Kechien (3), una mia collega mi ha mandato la lettere su cui c’è scritto di stimolare il mio ritorno presto, perché lei si sente la mia mancanza.

Allora, le ho mandato una Waka scritta sulla parte dietro di un foglio di loto (※4) come seguente:

  Motometemo Kakaruhachisuno Tsuyuwookite Ukiyonimatawa
    Kaerumonokawa

(Io non voglio tornare più al mondo laico, perché, ascoltando una conferenza veramente preziosa in questo tempio, divento devota di cuore)

A questo momento, mi è venuta la voglia di entrare nella vita religiosa davvero e quasi ho dimenticato tutto il mio dover al lavoro, ma…

(1) Hakkou è una abbreviazione di Hokke Hakkou. Hokke è un sutra molto importante nel Buddismo Mahayana, con il nome di sanscrito Saddharmapundarika-sutra, e Hakkou significa una funzione religiosa buddista che si fa una conferenza su questo sutra per quattro giorni dividendo in otto volte, cioè quattro volte al mattino e altrettanto alla sera.

(2) Bodaiji è un tempio buddista che c’è stato in una parte delle montagne Higashiyama nella zona est di Kyoto.


(3) Kechien significa “legare un rapporto con il Buddismo” per entrare nella vita religiosa buddista un giorno in futuro, anche se non sia possibile farne subito. 

(※4) Poiché il loto è un simbolo del Buddismo, Shonagon ha osato scrivere una 
Waka su questo foglio.

mercoledì 9 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 41 ~


Due foto di Tsubo Shozoku


Makura no Soushi (41)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (40)

Trentesimo paragrafo 2

Al contrario di questa persona di gusti volgari, se appare qualche volta un nobile veramente elegante con pochi seguiti, tutta la gente anche diventa distinta e ascolta con molta attenzione la predica del monaco.

Naturalmente, questo tipo di nobile non fa il comportamento vistoso e va via nel momento giusto. Poiché non fa mai l’atteggiamento esagerato, è più impressionante.

Poi, io non apprezzo molto la gente che viene sempre. Ovviamente, la persona che non viene mai per ascoltare la predica, non va bene, ma, “venire troppo” anche no. Soprattutto la donna che viene a piedi era molto rara una volta, ma, adesso se ne vedono ogni tanto.

Una volta, per esempio quando una donna usciva fuori per pregare nel tempio buddista, ogni tanto lei andava a piedi con il vestito Tsubo Shozoku (1).  Questo era elegante, pero, venire per ascoltare la predica quasi ogni giorno a piedi non è tanto decente, Se la vedesse la persona del tempo vecchio cosa n’avrebbe detto?  

(1) Tsusbo Shozoku è un vestito da uscire fuori o viaggiare per la donna di alta classe nel periodo Heian e Kamakura (circa 9  14 secolo). Come si vede nella foto di sopra, lei esce fuori in questo vestito coprendo la faccia con la tendina attaccata al copricapo di vimini o di paglia e porta il bastone. Poi solitamente lei porta un piccolo sacchetto da mettere la medicina al collo come il ciondolo e calza Zouri (i sandali di paglia) con i cinturini grossi.

E Tsubo significa l’urna e Shozoku è il vestito. Perché, quando lei esce fuori, deve tirare su l’orlo lungo e legarlo con un spago. Allora, la sua figura diventa proprio come un’urna, cioè la parte d’anche è gonfiata invece quella della caviglia è chiusa, perciò si chiama cosi.

domenica 6 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 40 ~

Il ventaglio

Juzu


Makura no Soushi (40)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (39)

Trentesimo paragrafo  1 

Una volta, un ex-Kuroudo (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 7 ~”, comunque, questa carica era un dovere molto faticoso e impegnatissimo, ma onorevole) non appariva in pubblico per un certo tempo, perché non voleva far sapere ai tutti che lui non è più Kuroudo.  

Invece adesso non è cosi. Sicuramente, lui, avendo questa esperienza, viene chiamato ogni tanto dai signori di alto grado, pero, lui stesso si sente poco impegnato rispetto al periodo in cui è stato il funzionario nell’ufficio di Kuroudo.

Perciò questo tipo di uomo, se una volta ha cominciato ad ascoltare la predica nel tempio buddista, diventa un’abitudine di frequentarci. E anche se nell’estate molto calda, essendosi agghindato col suo abito più bello, ci appare.

Soprattutto, quando lo vedo con Eboshi (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 34 ~”) su cui è attaccata una etichetta di Monoimi (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 24 ~”) appositamente, mi viene un dubbio che lui volesse far sapere ai tutti della sua devozione tanto profonda quanto uscire fuori nonostante che doveva chiudersi in casa. È un modo infantile!

Poi, lui spesso rivolge la parola al monaco e perfino ficca il naso nella maniera da parcheggiare il carro per le credenti, come se fosse sta proprio nel suo giardino.

E se quando lui vede una persona che non ha visto per lungo tempo accidentalmente, si siede al fianco suo e parla a lungo. In questo caso, lui mette le varie cose sul tappeto ogni tanto ridendo col ventaglio bello alla bocca e giocherellando Juzu (rosario buddista) ben ornamentato con le mani.


Parlando troppo delle cose cosi, lui diventa distratto per la predica del monaco alla fine. Tuttavia, non sarà giusto di accusarlo, perché lui si sarà stancato di ascoltarla, venendoci sempre….

mercoledì 2 agosto 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 39 ~

Il carro di Birouge

Il carro di Ajiro


Makura no Soushi (39)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (38)
Ventinovesimo paragrafo 2

Il carro di Ajiro (1) invece, è meglio far correre velocemente. Per esempio, se questo carro passi avanti a mia casa tanto velocemente quanto non c’è il tempo da vederlo, si potrebbe vedere solamente gli inservienti che seguono correndo. Allora, mi trovo lieta di immaginare chi poteva essere dentro e tante altre cose. Se pero, questo carro passi lentamente, non avrebbe l’aria attraente.

Quando ascolto una conferenza nel tempio buddista, preferisco ascoltarla da un monaco bello. Perché, io lo guarderò e ascolterò con grande attenzione. Se invece, il monaco sia brutto, mi sarei distratta ogni tanto, e di conseguenza, commetterò un crimine dell’empietà. No, no! Non devo scrivere questa cosa. Se io fossi un po’ più giovane, avrei scritto di ciò senza nessun riflessivo.  Ma, ora io ci ho già una certa età, quindi, ho paura di disobbedire la lezione di Budda.

Dall’altra parte, secondo me, non si può apprezzare tanto chi va dappertutto per ascoltare la conferenza dal monaco da buon mattino, essendo troppo riconoscente. Mi sembra che sia fin troppo questa gente, pero, forse io che penso cosi, sarei più peccaminosa.

(1) Ajiro è una specie del carro trainato da buoi, il cui tetto è coperto da bambù o corteccia di Cipresso ed è messo un finestrino al fianco. Nel periodo Heian, è stato usato dai nobili di classe media-alta, e poi, quelli di classe alta lo usavano solo nella occasione molto informale.

N.B


Nel caso che c’è scritto “carro” in questa serie, lo significa naturalmente tutto il carro trainato da buoi. 

domenica 30 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 38 ~



Tre foto del saccerdote che sta pregando

Makura no Soushi (38)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (37)

Ventottesimo paragrafo

Le cose piacevoli:

Il quadro ben dipinto con la spiegazione piena di spirito.

Il carro ben ornamentato che corre velocemente manovrato dal conducente molto abile.

Quando ho fatto fare la preghiera all’Onmyouji (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 24 ~”) per cacciare via la maledizione o l’ostilità di qualcuno, che mi poteva capitare.

Quando bevo l’acqua appena svegliata.

Quando mi sono annoiata, se mi visiti qualcuno e parli tante cose interessanti con il tono simpatico, mi sentirei bene.

Quando vado a pregare al tempio buddista o scintoista, se il monaco o il sacerdote preghi con la parola giusta, essendo il portavoce di me, sarei veramente contenta.


Ventinovesimo paragrafo ~ 1 ~


Il carro di Birouge (“Birou” significa una famiglia dell’albero palma e “ge” è la foglia di Birou, spezzettata strettamente e candeggiata. E il carro di Birouge significa quello che è coperto da Birouge e normalmente nel periodo Heian è stato usato come il veicolo per i nobili di alta classe e i parenti dell’imperatore) deve correre lentamente. Se corri rapidamente, perderebbe la sua dignità. 

mercoledì 26 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 37 ~


Due foto dei passeri


Makura no Soushi (37)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (36)

Ventiseèsimo paragrafo

Quello che mi fa palpitare:

Allevo i pulcini di passero.

Passare avanti a un bimbo che sta giocando.

Quando mi corico da sola bruciando l’incenso di buona qualità.

Un sentimento che mi viene quando guardo un specchio fatto in Cina un po’ scuro.

Quando un uomo la cui condizione si vede elevata, fermando il suo carro avanti a casa mia, mi ha fatto salutare a suo servo per domandare qualche cosa.

Un sentimento quando ho lavato i capelli e truccato bene, e poi vestito un abbigliamento molto profumato dall’incenso. (N.B: In questo periodo, i nobili, sia uomo sia donna, portava normalmente il vestito intriso di profumo d’incenso bruciato.)  In questo momento, anche se non ci sia nessuno che mi guarda, palpito di gioia da sola.

A una notte, quando aspetto il mio ragazzo, ho l’anima in tumulto ogni tanto anche per il rumore di pioggia o di vento.

Ventisettesimo paragrafo

Quello che mi viene in mente con la nostalgia:

La malva che è rimasta seccata dal giorno della festa di Kamo (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 27 ~”).

I vari arnesi che usavo quando ho giocato alle bambole.

Quando trovo i pezzi di stoffa tinta di bel colore, che sono restati nel libro.

Poi, quando trovo una lettera vecchia da una persona molto cara, nel giorno tedioso di pioggia.


Il ventaglio che ho usato all’estate dell’anno scorso. 

domenica 23 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 36~


Due foto del carro nell'epoca Heian

Makura no Soushi (36)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (35)

Venticinquesimo paragrafo (3)

L’uomo, entrando in casa di sua ragazza, che fa rumore quando apre la porta o l’avvolgibile in modo che tutti gli altri possano sentirlo.  È veramente incomprensibile perché lo fa, anche se non l’ha fatto apposta. È l’uomo insensibile!

La zanzara che vola attorno a mia faccia facendo rumore quando ho molto sonno.

La persona che sta sempre nel carro cigolante. Soprattutto, quando salgo nel carro di questa persona, mi sento esasperata anche per lei.

La persona che anticipa la conclusione del mio racconto con aria fiera. È la stessa cosa anche se sia il caso dei bambini. Questo tipo dei bambini, di solito, se io do qualche regalino a loro quando mi visitano, ci vengono spesso prendendo gusto a ciò. E entrano in mia casa senza permesso e mettono in disordine la camera. Mi fa arrabbiare proprio il loro atteggiamento di questo genere.

Il caso che una persona antipatica mi visita o sia in mia casa o sia nel palazzo imperiale. In questo caso, io solitamente faccio finta di dormire, pero, una delle mie serve viene a svegliarmi appositamente e mi scuote con l’aria sbalordita per la padrona dormigliona. Si sente l’odio anche per la serva in questo caso.

Una ancella di nuova venuta che insegna le varie cose all’ancella più giovane e nuova di lei, scavalcando le sue superiori, con la faccia come se fosse già informata tutto.

L’uomo che parla della vecchia amante lodandola alla sua ragazza presente. 
.
L’uomo che starnutisce senza riserva,


La persona che non chiude la porta quando esce fuori o entra nella camera. 

mercoledì 19 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 35 ~


Sopra, due foto degli uomini che portano Eboshi corto e lungo

Il vestito Sokutai con Kanmuri

Makura no Soushi (35)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (34)

Venticinquesimo paragrafo (2)

Io odio anche:
Un uomo ubriaco che grida con l’alta voce e forza di bere il Sakè agli altri dandogli forzatamente il calice.

Una persona che invidia gli altri per qualunque cosa lamentandosi e parla sempre di qualcuno. Poi, vuole sapere i fatti degli altri per filo e per segno e dopo di che, ripete a pappagallo quello che ha sentito da altri come se fosse l’informazione originale sua.

Il bambino che comincia a piangere nel momento proprio quando sto per ascoltare la cosa importante. Un stormo di uccelli vola qua e là con tanto rumore d’ali cantando rumorosamente. Un cane che abbaia quando il mio ragazzo mi visita furtivamente. E poi, nel caso che il mio ragazzo, nonostante che l’ho ricevuto nel posto segreto dopo la fatica per non farlo scoprire dagli altri, russa.

E in genere, l’uomo che porta Naga-Eboshi (1) quando visita la donna furtivamente.  Soprattutto, quando lui entra in casa a rotta di collo per non farlo scoprire da nessuno, questo Eboshi fa un fruscio toccando qualche cosa. È veramente la cosa brutta!


(1) Naga significa “lungo” e Eboshi una specie del copricapo (come il cappello) di colore nero. Questo Eboshi è stato introdotto da Cina, nella dinastia di Tang (7 secolo). E nel periodo Heian, è diventato il copricapo quotidiano per gli uomini. I materiali sono la seta, canapa e garza, e ce ne sono diversi tipi (corto e lungo) come si vedono nella foto sopra, che erano decisi per la posizione sociale. I nobili lo portavano tutti i giorni tranne il caso d’andare al palazzo imperiale. Quando loro andavano al palazzo imperiale dovevano portare Sokutai (si vede anche nella foto sopra) che significa il vestito ufficiale con il copricapo chiamato Kanmuri (la corona).

domenica 16 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 34 ~


Due foto di Tsuijibei


Makura no Soushi (34)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (33)

Ventiquattresimo paragrafo

Le cose di cui si beffa dai tutti:

Tsuijibei (1) di cui una parte si sgretola. La persona di cui tutti pensano un bonaccione.

N.B
(1) Tsuijibei è una specie del recinto di terra consolidata. Dal tempo vecchio, abitualmente è stato costruito attorno della casa della persona importante. Si vede ancora adesso, in alcuni templi buddisti e poi anche nell’ex-palazzo imperiale in Kyoto.

Venticinquesimo paragrafo (1)

Le cose esasperanti:

Il visitatore, venendo a mia casa quando sono occupatissima, continua a chiacchierare a lungo. Se questa persona sia un tipo facile da trattare, potrei magari di farla andare via con il pretesto plausibile, ma, se sia un tipo che riconosco i suoi meriti, dovrei tenerle compagnia irritando nel cuore. È veramente esasperante!

Il caso che ho strofinato il bastoncino d’inchiostro di china in Suzuri, (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 9 ~”) non accorgendomi che c’era un capello. Poi anche quando stride il bastoncino perché ci mischiava una pietrina.

Poi, quando una della mia famiglia cade ammalata improvvisamente, noi chiamiamo il guaritore per mezzo di preghiera. Tuttavia, non trovandolo in sua casa, non so dov’è andato, dobbiamo mandare un servo a fare una commissione per cercarlo qua e là. E noi dobbiamo aspettarlo in ansia. E finalmente lui ci è arrivato dopo lunga attesa, ma, lui, forse avrà lavorato troppo, pronuncia delle formule magiche quasi addormentatosi per la stanchezza. In questo caso, mi sento odio per lui.

La persona poco importante che fa discorso orgogliosamente con la faccia piena di sorriso.

La persona che si scalda le mani al braciere fregandosele tante volte. Questo tipo di persona si scalda anche i piedi ogni tanto chiacchierando. È veramente maleducata! Io credevo che ne faceva solo la gente di classe bassa, pero, oggigiorno ne fanno anche i funzionari di condizione un po' elevata.

mercoledì 12 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 33 ~


Due foto del tempio buddista Kiyomizu


Makura no Soushi (33)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (32)

Ventitreesimo paragrafo

Quelli che si tendono a poltrire:

Il dovere nel giorno di Shojin (1)

La preparazione che ha la disponibilità di tempo sufficientemente.

Il caso di fare Sanro (2) in un tempio per lungo tempo.

N.B
(1) Shojin  è il termine buddista che significa “la devozione “ e anche “la purificazione”. Quello si usa di solito per solo monaco, invece questo si usa anche per i laici. In questo saggio, naturalmente è il caso del secondo.
In questo periodo Heian, si aveva l’abitudine di purificarsi non mangiando la carne (di pesce) e non bevendo la bevanda alcolica in un certo giorno determinato, cioè il giorno 8, 14, 15, 23, 29 e 30 in ogni mese. In questi sei giorni, anche i laici teoricamente dovevano mantenere gli otto comandamenti come seguenti:
(1) Non uccidere
(2) Non rubare
(3) Non fare nessun atto sessuale
(4) Non dire la bugia
(5) Non bere la bevanda alcolica
(6) Non mangiare niente dopo il mezzogiorno
(7) Non vedere la danza e non ascoltare la musica, poi non deve ornamentarsi con qualsiasi accessorio e neanche profumarsi
(8) Non dormire sul letto alto attaccato con baldacchino (significa non deve dormire sul letto di lusso)
Non si sa se la gente di questo periodo ha rispettato tutti i otto comandamenti con molta severità, pero, è sicuro che la gente aveva l’abitudine almeno di purificarsi in un certo giorno.


(2) Sanro significa “chiudersi in un tempio buddista o scintoista per i certi giorni sia notte sia giorno per purificarsi”.  Nel vecchio tempo, questa purificazione si faceva prima di fare una festa scintoista per il rispetto per la divinità. Ma nel periodo Heian, è diventata la cosa più personale, cioè la gente ha cominciato a fare Sanro per pregare a Budda o alla Divinità delle cose personali. Sei Shonagon faceva anche Sanro ogni tanto nel tempio buddista Kiyomizu. 

domenica 9 luglio 2017

La serie della letteratura giapponese ~ 32 ~


Due foto del ventaglio giapponese


Makura no Soushi (32)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (31)

Ventiduesimo paragrafo 

Poi, se qualcuno mi rivolga la parola, per amore o per forza, scuotendomi quando ci ho sonno, è la cosa veramente esasperante!

Solitamente, nell’occasione dei cambiamenti dei personali (normalmente si procedono ogni quattro anni), nella casa di cui padrone si aspetta la promozione, tutti i membri della famiglia si agitano dalla mattina. Anche tanti parenti e conoscenti del padrone, ci radunatisi, aspettano la buona notizia bevendo e mangiando.  Perché tutti quanti sperano di avere qualche beneficio extra per la promozione del padrone. Anche il padrone, credendo della sua promozione, offre un lauto pranzo a tutti. Tuttavia, nell’ora che i cambiamenti dei personali sono finiti, se nessun messaggero dalla corte imperiale bussi la porta, è grave peccato. In questo caso, tutti capiscono che la promozione del padrone non c’è questa volta e loro vanno via con la disperazione.  E il padrone perde la faccia… È veramente peccato per lui!

Poi, quando uno chiede a qualcuno, credendolo un bravo pittore, di dipingere una pittura sul ventaglio che dovrebbe essere usato nella cerimonia grande, se quella non è tanto bella, è deplorevole davvero!
Poi, nel caso che c’è qualche felice evento in una casa, quando è arrivato il regalo da qualcuno, se il padrone non dà neanche una piccola mancia al latore che l’ha portato, è peccato!

Alla vigilia di Capodanno, se uno si bagna dopo essere andato al letto con qualcuna, è peccato o anzi non va bene veramente! (1)

N.B

(1) Nel palazzo imperiale, al Capodanno si celebra una cerimonia impostante chiamata Shihouhai. Shihou significa le quattro direzioni del cielo e della terra, e Hai vuol dire venerare. Cioè, verso alle quattro di mattina del Capodanno, l’imperatore, recitando il nome della sua stella (questa cosa è già decisa per l’anno della nascita d’ognuno, nel principio Yin e Yang), prega la fertilità di cinque cereali e la longevità alle quattro direzioni. I cortigiani quindi, per questa cerimonia, alla notte dell’ultimo giorno dell’anno, di solito dovevano mantenere loro stessi puliti fisicamente e anche mentalmente.