mercoledì 19 giugno 2019

La serie della letteratura giapponese ~ 228~


Due illustrazioni di Onmyouji



Makura no Soushi (228)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (227)

Cento settantanovesimo (8)

Passando alcuni giorni, sono man mano abituata del servizio e mi sono cominciata a comportare un po’ con calma quasi come le mie colleghe che hanno più anzianità di servizio.

Un giorno, durante una conversazione, l’imperatrice mi ha domandato:

“Tu come pensi di me? Ti sei affezionata a me?”

Ho risposto di sì con tanta sicurezza. Ma, a questo momento proprio, qualcuna ha starnuto con il suono forte nella cucina accanto a noi.

Allora l’imperatrice ha detto:

“Ma no! Hai detto una menzogna.”  E è entrata nel fondo. (N.B: in questo periodo Heian, si credeva che,  se uno starnutiva quando qualcuno ha detto qualche cosa, questa fosse bugia.)

Era veramente il momento molto imbarazzante! Perché devo mentire a lei?  Anzi, io la adoro di cuore. Secondo me, lo starnuto è proprio bugiardo. E chi l’ha fatto? Non mi piace starnutire nel posto importante e sempre provo di controllarmi per non far sentire agli altri. Ma, quella persona, chissà, l’ha fatto senza nessuna prudenza. Mi sentivo esasperata per quella persona!

Tuttavia, io non sono ancora tanto esperta di servizio, quindi, non potendo protestare niente, sono ritirata al mio compartimento all’alba. Allora, una messaggera dall’imperatrice mi ha portato una carta tanto carina su cui c’era scritto una Waka come seguente:

“Ikanishite Ikanishiramasiitsuwariwo Soranitadasuno Kaminakariseba”

La traduzione: Come si può accertare la verità o la falsità, se non ci sia la divinità di Tadasu, che può giudicarne anche se non ci sia la prova.

(N.B:

La divinità di Tadasu è la protettrice dello Stato, della città di Kyoto e la famiglia imperiale, che dimora nel tempio scintoista Shimogamo nel bosco di Tadasu, situato vicino al fiume di Kamo in Kyoto. E poi, Tadasu è la stessa pronuncia a “esaminare la verità o falsità” in giapponese. L’imperatrice quindi, ha mandato a Shonagon questa Waka spiritosa con il gioco di parole.)

Io ammiro molto la sua arguzia e io, pensando e ripensando della mancanza del mio talento, ho scritto una Waka come seguente:

“Kokiusuki Sorenimoyoranuhanayueni Ukiminohodowo Shiruzowabishiki”

La traduzione: La profondità o la leggerezza del cuore non si deve influenzare facilmente dallo starnuto. È tanto deplorevole per me, se io incorri nella disapprovazione di Voi, per la colpa dello starnuto.

(N.B:

La frase prima, “Kokiusuki”, significa la differenza del colore del fiore, e poi, il fiore è la stessa pronuncia al “ naso”.  Perciò, Shonagon, dalla relatività fra lo starnuto e il naso, anche lei ha usato il gioco di parole.)

E io, chiedendo alla messaggera di porgere i miei ossequi all’imperatrice, ho dato alla messaggere questa Waka, allegandola una lettere su cui c’è scritto:

“Con tutto il dovuto rispetto, mando questa Waka. È terribile per me, di dire la bugia a Voi. Anche la divinità Shikigami (1) mi guarderà distintamente se io fossi una bugiarda o no.”

Comunque, pero, mi dispiace moltissimo che qualcuna ha starnuto sfortunatamente proprio a quel momento!

(1)

Shikigami è una specie dello spirito santo che serve Onmyouji (consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 24~”) e si credeva che sorvegliasse il bene e il male della persona.