mercoledì 26 dicembre 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 181~


Due foto di Kagura attuale



Makura no Soushi (181)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (180)

Cento trentasettesimo (3)

Si sente il suono limpido e tremante del flauto, come se accordasse il fumo finissimo che si alza dalla torcia nel giardino. E anche molto interessante il canto che mi sento penetrare a me stessa. Fa molto freddo e anche la mia mano che tiene il ventaglio (N.B: in questo caso, il ventaglio non è per il caldo, invece, allora, tutti i nobili, soprattutto le donne avevano usanza di tenere sempre il ventaglio per nascondere la loro faccia) è intirizzita per il freddo, ma, la Kagura (significa la musica e la danza che si rappresenta nel tempio scintoista) è tanto bella quanto io dimentico tutto questo freddo.

La voce del capo dei musicisti, che chiama l’attore comico (durante la Kagura, si rappresentava anche un programma comico fra quelli solenni e seri) è lungo e pure tanto piacevole. È bello spettacolo!

Quando io sto a casa mia, solitamente non posso che  guardare la comitiva del messaggero dell’imperatore e della Kagura, che passa via la strada. Ma, ogni tanto io non sono contenta di solo vederla, quindi, vado al tempio scintoista apposta per assistere. E io parcheggio la mia macchina (N.B: ovviamente, in questo caso, significa il carro trainato da bue) sotto un albero grande nel giardino del tempio. Allora, dalla torcia si allunga una striscia di fumo e il vestito dei danzatori, sotto quella luce, si vede molto più bello che al giorno.

I danzatori danzano battendo rumorosamente i piedi sopra il ponte del ruscello Mitarashi (corre nel giardino del tempio scintoista e serve per la purificazione) e lo trovo tanto suggestivo. Ma, ancora più bello di sentire il mormorio del ruscello insieme il flauto. Secondo me, anche la divinità lo troverà bello e magnifico senz’altro!

Una volta, c’era un nobile che era scelta per il danzatore ogni anno e lui era talmente incantato da questa festa che era rimasta la sua anima sotto il ponte del ruscello Mitarashi dopo la sua morte. È la storia orribile! Io quindi, ricordando questo aneddoto, dovrei non attaccarmi troppo ad ogni cosa, pero, mi sembra che sia troppo difficile di cacciare via il fascino di questa festa dal mio cuore.