domenica 10 giugno 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 126~

L'illustrazione di tre insetti considerati che stanno nella pancia umana
(quella destra ha la figura umana)

Il monumento di Koushin



Makura no Soushi (126)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (125)

Novantacinquesimo paragrafo (12)

Quando la notte è inoltrata, l’imperatrice ha fatto comporre Waka alle ancelle, dandole il tema. Tutte le mie colleghe, eccitandosi, hanno cercato di comporla con serietà, ma, solo io chiacchieravo delle altre cose al fianco dell’imperatrice. Allora, il signor Koechika mi ha guardato con dubbio e detto:

“Come mai ti mostri indifferente alla situazione delle tue colleghe? Anche tu prendi il tema.”

Io ho risposto:

“Io non comporrò più Waka, perché l’imperatrice ne è già d’accordo, quindi, me ne rifiuto decisamente.”

Il signor Korechika, con sorpresa, ha detto voltandosi all’imperatrice:

“Che è strano! Voi avete detto questa cosa veramente? (N.B: Lui non usa “tu” all’imperatrice, anche se è sua sorella.) Perché avete perdonato a lei questo vantaggio?”

 Poi, mi ha detto:

“A prescindere dal caso altro, ma, sta notte è particolare. Perciò, tu devi comporla per forza.”

Tuttavia, io, non ascoltandolo, stavo sempre vicino all’imperatrice. Nel frattempo, pian piano le mie colleghe hanno presentato loro Waka e l’imperatrice ha cominciato a giudicarla. Durante questa operazione, lei mi ha lanciato una piccola lettera su cui c’è scritto:

Motosukega Nochitoiwaruru Kimishimoya Koyoinoutani Hazuretewaoru

La traduzione: Tu sei figlia di Motosuke (N.B: era famoso come l’autore di Waka), ma, tu stai fuori dal gioco di sta sera.)

Io ridevo guardandola finché il signor Korechika mi ha domandato;

“Che ridi? Cosa è successo?”
E ho recitato come seguente:

“Sonohitono Nochitoiwarenu Minariseba Koyoinoutawo Mazuzoyomamashi.”

La traduzione: Se io non fosse figlia di Motosuke, avrei composto Waka subito.

Poi ho detto all’imperatrice e al signor Korechika:

“Se io non sia in questo ambiente, comporrei anche mille Waka.”