domenica 8 novembre 2015

Le serie degli antichi racconti giapponesi (59)


Due foto dell'elefante bianco


Kwaidan (la storia dei fantasmi), scritto da Yakumo Koizumi (23)

Il senso comune (2)


Il cacciatore pero, mentre il monaco stava facendo il servizio buddista, ha cominciato a dubitare l’avvenimento che poteva succedere quella notte. E il suo dubbio, tanto più ne pensava quanto più ingrandiva.

Lui quindi, quando ha visto il piccolo monaco, assistente del tempio, gli ha domandato:

“Ho sentito dal tuo maestro che ci apparisce Bodhisattva Fugen ogni notte, ma tu l’hai visto?”

“Si, l’ho già visto tante volte. Io congiungo le mani cosi sempre per pregare a Bodhisattva Fugen.”

Il suo modo di parlare sembrava che non fosse la bugia. Tuttavia, ascoltandolo, il cacciatore si sentiva aumentare di più il suo dubbio.

“Questo ragazzo dice che l'ha visto davvero....  Comunque, lo capirò tutto fra poco.”

Pensando cosi, lui non vedeva l’ora di vedere il Bodhisattva.

Un po’ prima di mezzanotte, il monaco ha detto:

“Or su, finalmente l’ora è arrivata.”

Tutte le imposte scorrevoli nel tempio erano aperte e il monaco si prostrava vicino alla soglia dell’ingresso, voltandosi all’est la sua faccia. E anche il piccolo monaco faceva la stessa cosa sinistra al suo maestro. Il cacciatore quindi, faceva cerimonie rispettosamente dietro al monaco.

Era la notte del 20 settembre, buia, nuvolosa e di vento impetuoso. Tre uomini aspettavano l’apparizione del Bodhisattva per lungo tempo.

Nel frattempo, appariva la luce bianca nel cielo dell’est. E subito dopo, quella luce si avvicinava a loro. Poi, appena quella formava una sagoma, si trasformava nella figura divina che stava sulla schiena dell’elefante con sei zanne, bianco come la neve.

Poi in un istante, l’elefante che aveva la figura divina sulla sua schiena è arrivato alla porta del tempio ed è stato come la torre alta, ammaliante e terribile, proprio come una montagna della luce di luna.