giovedì 27 settembre 2012

Intervallo (28) La religione ~12~


Sopra, due foto della scena di Kendo
Lo Zen (3)

Nel caso dello Zen, quando il discepolo chiede l’insegnamento al maestro, lui, prima di tutto dà uno schiaffo alla faccia del discepolo, e poi lo rimprovera ad alta voce dicendo “Che pigrone!”
Questo somiglia anche all’addestramento dell’arte del combattimento con la spada.

Una volta, un giovane è diventato il discepolo di un esperto di quest’arte. Lui però, facendo solo i lavori domestici tutti i giorni, non aveva nemmeno il tempo di tenere la spada. Alla fine, persa la pazienza, lui ha chiesto al maestro di insegnargli l’arte per utilizzare la spada. Dopo di che, lui ha perso la pace del cuore. Perché, il maestro ha cominciato a bastonarlo senza curarsi del tempo e luogo, sia quando lui attinge acqua da un pozzo, sia quando lui prepara la cucina. Per affrontare questa situazione, il giovane doveva sempre badare a ogni direzione e di conseguenza, man mano lui si è consumato.
Passando alcuni anni però, lui è diventato di poter evitare l’attacco del maestro che era tanto difficile di prevedere da dove veniva. Un giorno, quando il maestro che è stato avanti al forno, il giovane, pensando che fosse buona occasione di fare un contrattacco, stava proprio per bastonarelo da dietro ma, il maestro si è difeso subito con il coperchio della pentola.
In questo momento, il giovane si è vergognato di cuore della sua arte molto immatura, e ha capito per la prima volta i segreti del Kendo (la strada della spada).

Com’è menzionato prima, la maniera dell’addestramento dello Zen, cosa sia la verità, si trova solo nella esperienza personale e non conta sul processo intellettuale oppure sulla teoria sistematizzata. Questo è proprio il motivo che è stato amato dalla classe di Samurai.
L’addestramento dello Zen è semplice, diretto e ci vogliono lo spirito di abnegazione e l’affidamento su se stesso. Questa tendenza del senso di comandamento concorda bene con lo spirito del combattimento. Il combattitore deve solamente rivolgere il suo cuore verso il rivale che sta avanti a lui. Non deve guardare altrove. Perciò lui non deve avere nessun ostacolo da qualsiasi parte sia dell’affezione, sia fisica oppure intellettiva. Il Samurai eccellente è generalmente ascetico e stoico. Cioè, lui tiene la volontà di ferrò e poi lo Zen, quando è necessario, glielo può conferire. Perché lo Zen è una religione della volontà in origine.
Lo Zen non è che tiene una teoria o filosofia speciale. È solo quello che intende liberare il popolo dal vincolo della vita e la morte. Perciò, lo Zen, finche non s’impedisce il suo insegnamento intuitivo, ha la flessibilità di adattarsi a qualsiasi filosofia o moralismo. Lo Zen, quindi, può essere legato all’anarchismo o comunismo o democratismo o ateismo o spiritualismo, oppure a qualsiasi dogma politico e economico. Lo Zen internamente tiene un elemento che può diventare un ribelle accanito oppure un conservatore ostinato. In qualsiasi senso, nel momento di crisi, lo Zen può diventare una forza riformativa per distruggere la situazione attuale senza badando destra o sinistra, come proprio Hojyo Tokimune, bravo esecutore dello Zen, si era comportato quando il Giappone era attaccato dai mongoli.

Per quanto riguardo all’attacco dei mongoli, consultate per favore “la Storia di Samurai(21)”. Comunque, Hojyo Tokimune era Shikken (il governatore) a quest’època.