mercoledì 8 agosto 2012

La storia di Samurai (25)

Sopra, le rovine del tempio Toshoji
Sotto, il posto dove Takatoki si era suicidato


Sopra, il tempio Rengeji
Hojyo, avendo coscienza dello stato di crisi di questa situazione, ha mandato a Hoki i due gruppi delle truppe il cui comandante era Nagoshi Takaie e Ashikaga Takauji ciascuno. Loro passavano sulle due strade diverse per la destinazione, ma l’arma di Nagoshi ha incontrato i nemici in via e ha combattuto contro loro. Siccome il capo era morto su questo campo di battaglia, tutti gli altri soldati dovevano ritirarsi. Allora, come è andato l’altro gruppo guidato da Ashikaga Takauji?

La famiglia Ashikaga era discendente di Minamoto. Loro, avendo la sede principale a Shimotsuke (attuale provincia Tochigi, vicino a Tokyo), erano la grande famiglia che possedeva 35 proprietà fondiarie in totale dappertutto in Giappone. Punto di vista della loro nàscita, Ashikaga non sarebbe dovuto stare sotto Hojyo. Infatti, a Takauji sembrava che questo invio di truppe potesse essere una buona occasione di far cadere Hojyo. Lui (Takauji), furtivamente scambiando le lettere con Godaigo, ha reclutato i soldati dalle sue proprietà per tutta la strada. Cosi, alla fine, lui ha inalberato arditamente lo stendardo della rivolta contro il governo di Hojyo.
Tandai di Rokuhara, essendo sbalordito di questa notizia, si era messo subito in stato di combattere. Kyoto, allora era diventata il campo di guerra, ma con l’invasione delle altre truppe di Godaigo, Tandai ha deciso di ritornare una volta a Kamakura per riorganizzare la condizione.
Ma, quasi tutti di loro erano ammazzati in via e quando erano arrivati nel tempio buddista Rengeji (si trova nella città Maibara, della provincia Shiga, vicina a Kyoto) c’erano rimasti solo 700 cavalieri. Era molto sicuro che fosse pieno di nemici davanti a loro. Il capo Tandai ha dovuto prendere la decisione di suicidarsi.
Si dice che si erano suicidati più di 430 persone in questo momento. La scena di ciò era talmente orribile che il giardino del tempio fosse diventato il laghetto di sangue…..

A proposito, il soprintendente di questo tempio, mettendo il loro nome su un registro, pregava per 48 giorni per consolare la loro anima. Questo registro è ancora rimasto in questo tempio.

Cosi, Godaigo era accolto a Kyoto e diventato di nuovo l’imperatore.

D’altra parte, a Kamakura era successa la stessa cosa. Cioè, il governo era attaccato dalle truppe di Nitta Yoshisada (era anche un discendente di Minamoto) e le persone principali di Hojyo erano morte sul campo di battaglia uno dopo l’altro. Shikken Takatoki e i suoi seguaci erano rifugiati nel tempio buddista Toshoji e anche loro, riconoscendo la sconfitta, si erano suicidati tutti quanti. Cosi, al 22 di maggio in 1333, il governo di Kamakura si era estinto.